Estero – Con il licenziamento di circa 28mila insegnanti, l’epurazione di 7.669 agenti di polizia e di quasi seimila dipendenti statali, continua la “pulizia” di Erdogan in Turchia. La rivincita del premier turco continua alla grande. Egli sta ricercando ogni indizio a carico dei cittadini turchi, prevalentemente di fascia culturale elevata, che abbiano appoggiato, anche solo idealmente, il fallito colpo di stato. Coloro che anche in passato hanno stretto legami o solo simpatizzato con l’ideologia di Gulen, sono stati licenziati in tronco ed e’ stata comminata loro anche interdizione dai pubblici uffici. Il che equivale se non a morte fisica, sicuramente a quella civile!
Ricordiamo che Gulen, ideologo della rivoluzione, e’ negli Stati Uniti che ovviamente non concedono la richiesta estradizione del premier turco. Il bilancio delle epurazioni praticate da Erdogan fin qui e’ tragico. Circa 20mila ribelli sono statiristretti nelle patrie galere da cui, per farvi posto, sono stati liberati circa 34miladetenuti a vario titolo. La vicenda e’clamorosa e disarmante!!! Anche perche’ il dittatore turco continua a far la voce grossa con l’Unione Europea che gli ha promesso di mandare 6 miliardi di aiuti per la campagna anti Isis e per l’opera di accoglienza dei tre milioni di rifugiati che altrimenti si riverserebbero in massa verso l’Europa.
L’UE finora ha elargito solo 183 milioni di euro tramite l’Unicef ed e’ fortemente combattuta tra il finanziare un capo di stato che si sta confermando un dittatore a tutti gli effetti e continuare ad avvalersi del suo aiuto, data la posizione strategica della Turchia e la mancanza di valide azioni alternative a frenare l’esodo dei migranti e dei rifugiati politici.
Dario Alvino