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Calcioscommesse Avellino, Pisacane e Seculin rifiutarono le combine

Emergono nuovi retroscena nell’ ennesima inchiesta di calcioscommesse che vede coinvolta l’Avellino, seppur in maniera indiretta, in particolare alcuni suoi tesserati. Dalla Distrettuale Antimafia di Napoli le indagini proseguono e gli inquirenti stanno vagliando altre due partite: Avellino-Trapani del 13 maggio 2014, terminata 3-3 e Padova-Avellino del 31 maggio, finita 2-1. Il primo tentativo fallì, mentre contro il Padova, retrocesso, il piano saltò a causa dall’arresto di Antonio Accurso da parte dei carabinieri per duplice omicidio. Il pentito avrebbe però fatto anche i nomi di altri giocatori che rifiutarono a priori la combine: Fabio Pisacane e Andrea Seculin, che, contattati dai compagni di squadra che avevano il filo diretto con il clan,non accettarono assolutamente di far parte della vicenda.

«Io queste cose non le faccio» avrebbe riferito il difensore Pisacane, premiato dal presidente della Fifa, Joseph Blatter, come “ambasciatore del calcio” per aver rifiutato 50.000 euro che gli erano stati offerti dall’allora direttore sportivo del Ravenna Calcio, Giorgio Buffone, per far vincere il Ravenna contro il Lumezzane nella stagione 2010-2011. Pisacane lo aveva denunciato insieme al collega Simone Farina. Il 20 gennaio 2012 la città di Terni, dove giocava all’epoca, lo aveva premiato anche con il Thyrus d’oro come riconoscimento per la sua lealtà sportiva. Messo di nuovo alla prova dal clan Vinella Grassi, Pisacane dice di nuovo no, così come il portiere Andrea Seculin. Fosse confermata questa ipotesi andrebbe comunque valutata l’omessa denuncia.

 

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