Home Sport Wimbledon 2016, Murray vince il suo secondo titolo: battuto Raonic in finale

    Wimbledon 2016, Murray vince il suo secondo titolo: battuto Raonic in finale

    Dopo gli Australian Open, e soprattutto dopo la vittoria del primo Roland Garros ed il conseguente Carrer Grand Slam, tutto il mondo tennistico si attendeva l’ennesima vittoria di Novak Djokovic, cosi non è stato, battuto anzitempo da uno straordinario Querrey. Dopo la sconfitta del Serbo, i palati fini stavano già assaporando una storica finale tra il più forte giocatore di sempre, il vecchietto Roger Federer ed il beniamino di casa Andy Murray, ma anche in questo caso in tanti sono rimasti delusi. Lo svizzero, campione 7 volte sul centrale più affascinante del mondo, si è dovuto arrendere al giovane Canadese Milos Raonic, in uno spettacolare match finito al 5 set. Tante le occasioni per il re di Wimbledon di approdare in finale, ma tanti meriti al giovane Canadese, capace di giocare a tratti un tennis ad altissimi livelli, meritata la prima finale slam per lui.

    Il centrale è tutto esaurito,vestito a festa, il meteo è finalmente estivo, dopo 4 settimane infernali, solo un leggero venticello ad accarezzare i presenti. Il pubblico da sempre moderato e corretto, perde il classico stile inglese e fin dalle prime battute si schiera spudoratamente e soprattutto troppo rumorosamente con il beniamino “quasi di casa” Murray. Nonostante il risultato sia stato di 6-4,7-6,7-6, in effetti è stata una partita senza storia, dominata in lungo e largo dallo scozzese, in quasi 3 ore di gioco. Sono state rare infatti le occasioni in cui Raonic sul servizio di Murray abbia realizzato due 15! A fine match si conteranno solo due palle break per il canadese, e l’87% di punti vinti con la prima di servizio per lo Scozzese. Raonic è parso subito timoroso, tanti gli errori, ben 29, e solo 8 ace, imbarazzante la sua percentuale di punti vinti quando è sceso a rete, sistematicamente infilato dal passante di  Murray.

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    La finale è durata due ore e cinquanta minuti,la sensazione e che sarebbe potuta finire molto prima, Raonic, ha deposto le armi dal primo punto, nei suoi occhi mancava la cattiveria e la voglia di vincere già vista contro Federer, forse l’aver giocato 5 set con lo svizzero e 5 set con Goffin lo hanno segnato troppo fisicamente. Murray su erba ha giocato un tennis meraviglioso quest’anno, ha già vinto a Londra proprio contro lo stesso Raonic, e nelle 6 partite precedenti alla finale è stato il dominatore assoluto, solo a Tsonga ha concesso 2 set, ma solo per delle disattenzioni di troppo. Nel primo set Raonic è partito con il braccio tirato, la sua potenza di fuoco si è fermata al 69%, partito male al servizio, ha concesso prime palle break già nel secondo gioco, mentre il primo break è arrivato nel settimo game, per un comodo 6-4 Andy, al contrario perfetto sul suo servizio. Il canadese ha provato ad alzare la qualità della battuta restando in vita fino al 6 pari solo perché Murray ha sprecato almeno un paio di occasioni. La differenza, però, oltre la superba capacità in risposta dello scozzese, forse inferiore solo a quella di Djokovic, l’hanno fatta anche i passanti sempre precisi e sempre troppo bassi per le lunghe leve del canadese. Il match si è chiuso quando Raonic ha affossato grossolanamente in rete una comoda volée del primo punto del tie-break, poi ceduto 7-3. Dunque, Raonic si è arreso dopo 2 ore e 47 minuti, ma la sensazione era  che avesse alzato bandiera bianca molto prima. Il punteggio finale dimostra quanto la strada del ricambio generazionale sia ancora lunga e mette in dubbio che a compierla per primo possa esser proprio Raonic.