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Leucemia rara scoperta in 10 minuti, Watson IBM salva la vita a una donna

Provate ad immaginare per un attimo dei supercomputer capaci di salvare la vita di esseri umani! Un’ambizione medica che potrebbe rivoluzionare il mondo. In realtà qualcosa di simile è già successo e può accadere nuovamente. Il termine “salvare una vita” va però analizzato.Concretamente chi continuerà a salvare la vita saranno i medici. Tuttavia, supercalcolatori potranno avere un ruolo decisivo. In che modo? In medicina esiste un concetto base, se vuoi sconfiggere una malattia, anche la più drammatica devi essere bravo a prevenirla, riuscire ad anticiparne le mosse e soprattutto creare una rapida ed efficace diagnosi. Quando si tratta di una patologia lieve si ha tutto il tempo di gestire al meglio ed in tutta sicurezza il paziente.

Quando le patologie diventano più serie, come magari un tumore o una leucemia aggressiva, la vita del paziente è racchiusa in poche, rapidi ed efficaci manovre, senza nessun margine di errore. Per cercare di aggredire il prima possibile la malattia, i medici hanno bisogno di documentarsi su studi, ricerche, insomma tutto il materiale utile per predisporre una terapia adeguata. Il problema è che esistono milioni di documentazioni sulle malattie gravi, e spesso diventa quasi impossibile incrociare i dati per trovare la soluzione migliore per il paziente. I super calcolatori come Watson possono risolvere proprio questo problema, grazie alla loro immensa capacità di calcolo e alle parole chiavi inserite dai dottori, nel giro di pochi minuti possono analizzare milioni di documenti, dati,ricerche, riuscendo a fornire un numero limitato di suggerimenti utilissimi al fine di creare una buona terapia.

 

Watson il medico artificiale

Dal Giappone arriva una notizia che stravolge nuovamente il concetto di IA applicata. A quanto pare, un super Pc può aiutare a salvare vita umane. E’ accaduto in un ospedale di Tokyo, il super computer Watson prodotto dalla Ibm, in soli dieci minuti ha risolto un delicatissimo caso clinico, individuando la cura perfetta per una donna affetta da una rarissima forma di leucemia.

Watson: 10 minuti per milioni d’Informazioni

Sono bastati solo 10 minuti al sistema IBM per confrontare e analizzare i cambiamenti genetici della paziente in un database enorme di oltre 20 milioni di pubblicazioni sulla ricerca sul cancro. Non solo, dopo aver studiato i dati emersi il watson è riuscito anche a fornire una diagnosi, suggerendo ai medici il trattamento da adottare.

Alla donna, era stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta ma nessun trattamento è risultato efficace. I medici hanno allora chiesto l”aiuto’ di Watson, che attualmente viene ‘allenato’ anche in alcuni centri oncologici Usa. L’abilità di Watson nell’eseguire diagnosi corrette è la prova che l’IA ha il potenziale ‘per cambiare il mondo’, ha sottolineato il professore Satoru Miyano, coinvolto nella vicenda.

Questione di tempo

Per le gravi patologie, come tumori o leucemie è di vitale importanza riuscire a scovare preventivamente la malattia. Prima si individua la grave patologia maggiori sono le possibilità di guarigione. Il ruolo di Watson è stato fondamentale, in brevissimo tempo è riuscito ad analizzare milioni di dati per poi formulare la giusta terapia. Un passo avanti importantissimo nella scienza medica. Sarebbe stato impensabile quanto impossibile per tutti i medici del mondo riuscire ad analizzare una tale enorme quantità di documenti. Intelligenze artificiali come quella dimostrata da watson possono davvero cambiare il mondo, quantomeno essere un perfetto aiutante nel campo medico.
Il supercomputer della IBM, già conosciuto per aver vinto un popolare telequiz Usa, aiuterà i medici a scegliere la terapia personalizzata sulla base del Dna dei tumori dei singoli pazienti in 14 centri oncologici di Usa e Canada.

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