Home Cultura Vinicio Capossela, Calitri Sponz fest 2015

Vinicio Capossela, Calitri Sponz fest 2015

Come ogni anno, si apre, dal 24 al 30 Agosto, nella settimana del plenilunio, lo Sponz fest di Calitri, in Alta Irpinia.

Un polmone che lascia spazio all’immaginazione”, così Vinicio Capossela ha definito l’Irpinia, riscoprendo e valorizzando ogni volta le sue origini.

Quest’anno intitolato  RAGLIO DI LUNA, il festival attraversa  le vie dei muli, i sentieri dei miti, ed è costruito intorno all’idea del camminare, del “nomadismo”, al passo dell’uomo e dell’asino, per auscultare il ronzio dei “siensi” perduti, con il senno, con il sapere antico della terra, che sembra essersi smarrito per strada”.

“Un Cammino di sette giorni, lungo i sentieri della terra , lambendo i paesi della valle intorno a Cairano, Il Paese dei Coppoloni, nell’alta Irpinia, per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con Natura.” – scrive il direttore artistico Vinicio Capossela , a proposito dello Sponz Fest 2015.

Una carovana di artisti che incarnando l’idea dell’avventura renderanno il programma ricco di incontri, accompagnandoci nel viaggio e spingendoci dentro  la nostra anima.

Il 29 agosto,  la“Notte d’Argento”, aprirà  un grande concerto,  con importanti ospiti, tra cui i Psarantonis, King Naat Veliov & The Original Kocani Orkestar, la Banda della Posta, Howe Gelb, i Los TexManiacs, Vincenzo Vasi, Alessandro “Asso” Stefana, Enza Pagliara ,con i quali , sotto alla rupe, Vinicio Capossela festeggerà le sue ‘nozze d’argento’ con la musica.

Sarà dato , come sempre,  spazio alla letteratura, singolare e’ quest’anno il progetto di  Mariangela Capossela, sorella di Vinicio, che sta provando a mettere insieme le testimonianze scritte sulla  migrazione dell’Irpinia  con l’ “Archivio Epistolare Sposi Migranti”, raccogliendo  appunto lettere e testimonianze delle migrazioni, in particolare quelle del dopoguerra, spesso condito dall’ abbandono.

Tante coppie costrette a separarsi  attraverso la scrittura comunicavano l’amore e l’angoscia della lontananza, un rito, la parola, che allontanava la fatica fisica, la stanchezza. Si tratta di un progetto ricco di significato, che valorizza la nostra terra, le nostre radici. Volutamente diviene un “archivio epistolare degli sposi”, raccontato anche nelle scuole dell’Irpinia affinchè pedagogicamente venga dato un senso agli scambi epistolari, che racchiudono il ricongiungimento con la propria terra e mantengono viva la memoria.

Ancora una volta il tempo sembrerà fermarsi, ancora una volta la possibilità di “ammollarci e infradiciarci di musica e racconti”. D’altronde Vinicio anche nel “il paese dei coppoloni” parla di luoghi  che egli stesso conosce molto bene, la terra, la terra dei padri.

Ma vale la pena leggere il libro e partecipare agli incontri in programma perchè si tratta di un viaggio, di un viaggio molto potente.

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