Home Salute Vaccinazione obbligatorie o non: nuova comunicazione sulla salute pubblica

Vaccinazione obbligatorie o non: nuova comunicazione sulla salute pubblica

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ll calo delle coperture vaccinali registrato in Italia rivela la necessità di un nuovo approccio alla comunicazione nell’ambito della salute pubblica. Questa l’opinione che Stefania Salmaso, direttore del Cnesps-Iss, esprime nell’articolo “Numbers and evidence for a better health communication” sul sito del progetto europeo Asset, di cui l’Iss è partner, che si occupa di comunicazione del rischio in caso di epidemie e pandemie. Salmaso sottolinea l’importanza di una comunicazione concordata e pianificata con cura, basata su numeri e dati confermati, che eviti proclami eccessivi e che punti al coinvolgimento di tutte le persone coinvolte, dai medici ai pazienti. Senza dimenticare l’importante ruolo dei pediatri come mediatori fra le istituzioni sanitarie e i cittadini. Il tema delle vaccinazioni è diventato oggetto di discussione politica, pochi giorni fa il Ministro Lorenzin proponeva in Parlamento le vaccinazioni obbligatorie. Risponde alla Lorenzini, la senatrice M5S Taverna “No all’introduzione della vaccinazione obbligatoria legata al diritto allo studio. I genitori devono essere liberi di decidere e non ricattabili con l’istruzione. Il diritto allo studio e alla salute sono garantiti dalla Costituzione – aggiunge – non possono essere legati l’uno all’altro”. Il Corriere della Sera pubblica un video con le dichiarazioni integrali di Paola Taverna. Nella dichiarazione la Taverna dice di volere “medicina preventiva e non vaccini”.

Intanto le statisctiche sui vaccini si suddividono in 2 fasi temporali : il periodo 2000-2012, con coperture sostanzialmente stabili ad eccezione di quelle per l’Hib e il morbillo per le quali si registra un incremento fino al 2007, e il periodo 2012-2014, in cui si evidenzia un decremento di tutte le coperture vaccinali, ma più accentuato per Mpr. Il ministero della Salute ha, infatti, recentemente pubblicato le coperture vaccinali (CV) a 24 mesi d’età relative all’anno 2014 (coorte di nascita 2012). Leggi la riflessione a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive del Cnesps-Iss e consulta le infografiche sulle CV in Italia (dati dal 2000 al 2014).

La vaccinazione oltre a proteggere le persone immunizzate, diminuisce anche il numero di suscettibili alla malattia e ne rallenta la circolazione. Quindi accanto alla difesa della singola persona i programmi di vaccinazione determinano una protezione della popolazione definita herd immunity o immunità di branco. Le campagne di vaccinazione, proprio per effetto della immunità di branco, hanno complessivamente una efficacia nettamente superiore alla efficacia protettiva della vaccinazione nel singolo.