L’uragano Matthew continua a intimorire gli stati americani, continua ad avanzare sulle fasce costiere. Ad Haiti moltissimi i disagi riscontrati, si contano numerose vittime, ancora difficile stilare un bilancio dei morti, perché molte zone sono ancora inaccessibili ed isolate, fonti ufficiose stimano un migliaio di morti. Secondo la croce Rossa più di 350.000 persona hanno bisogno di un celere intervento di assistenza umanitaria. Il governatore del North Carolina, Pat McCrory, ha diramato di tenere ancora alta la guardia anche se l’uragano è ora molto più debole. Purtroppo l’emergenza ad Haiti, è alta, si rischia un contagioendemico: manca acqua potabile e focolai di colera sono segnalati da più parti. Un’equipe della Federazione internazionale della Croce Rossa ha raggiunto Jeremie, la città più colpita da Matthew e fino a oggi completamente isolata. “Una ‘Emergency response unit (Eru)’ composta da dieci specialisti è arrivata a Jeremie a bordo di un convoglio di jeep dopo una ricognizione in elicottero fatta congiuntamente alle Nazioni Unite”, ha detto Mariagiovanna Costa, delegata della Croce Rossa italiana ad Haiti, raggiunta telefonicamente dall’ANSA a Port-Au-Prince. La Croce Rossa ha iniziato la distribuzione di kit per la potabilizzazione dell’acqua e kit igienico sanitari. Intanto sono stati rintracciati e stanno bene i tre italiani dei quali non si avevano più notizie. Lo stato di allerta è ancora alto, ora bisognerà puntare alla stabilizzazione del paese messo in ginocchio.