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Una Banca Mondiale per la Cina

Pechino

La crescente importanza industriale e commerciale della Cina richiede un’adeguata partecipazione finanziaria. Pertanto e’ da un quinquennio che la Repubblica Popolare che chiede un maggiore spazio nella composizione del FMI (Fondo Monetario Internazionale) ma senza successo in quanto la sua partecipazione resta a una quota del 3,8%. Gli Stati Uniti, egemoni con il loro 16,7% e quindi con il potere di porre veti all’Organizzazione hanno interesse a non veder accrescere al suo interno il diritto di voto della Repubblica Popolare cinese e a non riconoscere adeguato valore alla sua valuta nazionale, l Renimbi che non e’ catalogato neanche come valuta di riserva nel FMI.

Pertanto nel marzo di quest’anno il Presidente cinese Xi Jinping ha deciso di intraprendere un percorso in proprio che lo ha condotto a fondare la Banca Asiatica per le Infrastrutture egli Investimenti (AIIB). Si era preventivata una raccolta di 50 miliardi di dollari ma poiche’ vi e’ stata la pronta adesione al progetto dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) il capitale raccolto in pochi mesi e’ raddoppiato raggiungendo la cifra di 100 miliardi di dollari. Sono rimasti fuori, come era prevedibile, Stai Uniti, Canada e Giappone (nemico storico della Cina e che ha gia’ la sua Banca Asiatica per lo Sviluppo) e Taiwan considerato lo stato ribelle dalla Repubblica Popolare.

A sorpresa invece vi ha aderito l’Australia, segno che anche all’estremo opposto del mondo c’e’ esigenza di partecipazione a quello che e’ il mercato globalizzato  coinvolge l’intero pianeta.

La composizione del fondo AIIB vede quindi la Cina come Paese fondatore con un esborso di 30 miliardi di dollari, seguita dall’India con 8,3 miliardi, la Russia con 6,5 miliardi. Tra i paesi europei hanno subito aderito la Gran Bretagna e a seguire la Germania, Francia e Italia versando quote rispettivamente di 4,4, 3,3 e 2,5 miliardi di dollari. L’importanza di partecipare da parte di questi ultimi ha prevalso sulla ritrosia che poteva essere dettata dalla necessita’ di non incrinare i rapporti con gli Stati Uniti

L’esigenza di costituire una Banca Mondiale per la Cina e’ stata quella di allargarsi con gli scambi commerciali verso l’Occidente, mentre la stessa esigenza l’hanno gli Stati Uniti che mirano a espandere i loro affari verso l’Oriente.

Intanto alla mossa del Presidente cinese c’e’ stata la contromossa di Barack Obama che sta concludendo una serie di libero commercio con l’Asia (TTP Trans Pacific Partnership) e con l’Europa (TTIP Trans Atlantic Trade and Investment Partnership). Tali trattati oltre al beneficio diretto di liberi scambi commerciali tra i Paesi aderenti serviranno a limitare l’espansione del colosso cinese.

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