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Denti sporchi? Miliardi di batteri sui denti non lavati: la prevenzione contro la parodontite

Carie e denti

Mai sottovalutare i segnali che arrivano dalla propria bocca, in modo particolare dai propri denti, che sia una goccia di sangue quando vi spazzolate i denti, un rossore, gonfiore anomalo alle gengive, l’inizio anche se minimo di tartaro. Non pensate che prima o poi passi da solo, non siate mai troppo presuntuosi della vostra igiene, cosi come non dovete essere mai troppo sicuri del vostro alito profumato e dei denti bianchi come le nuvole. Purtroppo quando si parla di denti, l’aspetto spesso rappresenta solo l’apparenza, i problemi in questi casi possono essere ben nascosti.Dunque ascoltare e non sottovalutare mai i segnali che vi lanciano i vostri adorati 32 denti.

I denti, il sorriso, la bocca, sono il nostro biglietto da visita quando ci rapportiamo con le altre persone, e trascurarne l’igiene potrebbe causare diversi problemi e disagi. Vero, il dentista fa paura, ma dovrebbe far ancora più paura rischiare di andarci forzatamente dopo qualche anno, magari perchè avete ignorato alcuni sintomi, che a vostro avviso non rappresentavano un problema. Poi si, che il dentista farà paura, quando vi presenterà il conto salatissimo per cercare di porre rimedio. Dunque per evitare di arrivare a tanto, per cercare di proteggere il vostro sorriso ed il vostro portafoglio, siate prudenti, qualora vi accorgiate che qualcosa non funziona come dovrebbe, affidatevi alle cure del vostro dentista e prevenite conseguenze peggiori.

L’igiene orale va quindi curata in un determinato modo, avere denti bianchi e luccicanti non significa sempre avere anche dei denti in salute, bisogna controllare se le gengive sanguinano, se sono infiammate, gonfie, e quando si presenta uno di questi problemi, bisogna contattare il proprio dentista. L’igiene orale dunque, deve essere senza alcun dubbio una priorità, cosi come dovrebbe esserla evitare di mangiare cibi che possono danneggiare i nostri denti, i motivi sarebbero tanti, ma basta elencarne due per “spaventare” chi legge, il dolore provocato dalle carie, ed i costi elevati del dentista. Sapete quanti batteri attaccano un singolo dente dopo solo 4 ore dall’aver consumato un pasto? Fino ad 1 miliardo!, che se non accuratamente contrastato con una corretta igiene orale, può provocare danni seri e permanenti. Il dato è stato rivelato dai dentisti e parodontologi Italiani, i quali consigliano di eseguire una buona prevenzione sui propri denti, ad esempio se dopo aver consumato un pasto si attendono più di 4 ore per lavarsi i denti, la placca batterica si moltiplica a dismisura, le gengive si infiammano e le carie prendono il sopravvento. Un problema che, non a caso, riguarda 20 milioni di italiani di cui 8 milioni con una parodontite grave,mentre 3 milioni sono a rischio di perdere i denti. Gli esperti spiegano come “partendo” da un solo grammo di germi, pari a circa 100mila microrganismi, la placca batterica si moltiplica fino a 10 volte creando un “film” che danneggia il cavo orale in molti casi irrimediabilmente.

Italiani inconsapevoli o incoscienti

Il problema è che in pochi conoscono la malattia o ancor peggio la sottovalutano, curandola spesso in maniera errata con il fai da te: infatti, 4 italiani su 10, quando notano alcuni sintomi, come, gengive arrossate, infiammate, sanguinanti, non chiedono aiuto al dentista , piuttosto provano a risolvere il problema da soli, magari assumendo vitamine, integratori, cambiano dieta, cambiando spazzolino,dentifricio, senza comprendere che il problema potrebbe essere molto più grave. Oppure semplicemente aspettano che il dolore passi: così, 8 volte su 10 il disturbo resta e spesso può aggravarsi, ma molti continuano a non dare troppa importanza perché, essenzialmente, non sanno che cosa stia accadendo ai loro denti.

Indagine sulla parodontite

Per il 70% degli Italiani la parodontite neppure riescono a pronunciarla, perchè non ne hanno mai sentito parlare, per molti di loro resta un mistero, cadono dal pero quando sono “costretti” ad andare dal dentista e sentirsi diagnosticare la patologia.  E’ quanto emerge da un’indagine promossa dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) che sarà presentata in occasione della Giornata Europea della Parodontologia, il 12 maggio. Secondo i dati, solo un italiano su tre conosce le gravi conseguenze che potrebbe causare una parodontite grave, dalle infezioni, alla possibile perdita dei denti, e solo l’8% è consapevole che questa malattia è praticamente la piorrea, termine che veniva usato in passato per indicare la malattia, ma ad oggi non più usato.

Campagna di sensibilizzazione

Stando alle analisi degli esperti, ci vorrebbe una maggiore sensibilizzazioni e campagna informativa, accompagnata da un educazione dentale che parta dalle scuole: il 90% dei pazienti vorrebbe più informazioni e non è soddisfatto delle proprie conoscenze sulla salute delle gengive. Vorrebbe quindi avere più notizie chiare e corrette dal proprio dentista (95%), da un’associazione scientifica qualificata (77%) o da siti internet gestiti da fonti autorevoli e indipendenti (83%). Anche per questo è appena partita una campagna di sensibilizzazione SIdP sulla malattia parodontale patrocinata dal Ministero della Salute con spot in radio, TV e soprattutto il sito www.gengive.org in cui trovare tutte le informazioni utili per mantenere in salute la bocca.

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Parodontite (cenni)

La parodontite, anche detta periodontite e parodontopatia, è un’infiammazione dei tessuti parodontali, che determina una perdita d’attacco dei denti rispetto all’alveolo, con conseguente formazione di tasche parodontali, mobilità dentale, sanguinamento gengivale, ascessi e suppurazioni, fino alla perdita di uno o più denti. Tale processo risulta reversibile se viene diagnosticato nelle sue prime fasi e curato. Con il progredire della malattia, misurata principalmente come progressione della perdita di attacco parodontale, la possibilità di recupero diventa più difficile e richiede trattamenti più complessi come la terapia rigenerativa dell’osso. Il recupero in questi casi è generalmente parziale.Nel linguaggio comune è talvolta ancora in uso il termine analogo di “piorrea”, da tempo abbandonato in ambito medico.Va distinta dalla parodontite apicale, la cui origine è invece endodontica. Nella parodontite apicale l’infezione giunge al tessuto parodontale attraverso le strutture canalari interne del dente. Raramente le due forme possono combinarsi, causando le cosiddette lesioni endo-parodontali.