Home Cultura Un libro a mia madre, ultimo libro del prof. D’Amore Oscar Luca

Un libro a mia madre, ultimo libro del prof. D’Amore Oscar Luca

DALLA CALIFORNIA “UNA PAROLA A MIA MADRE” IL PROF. OSCAR LUCA D’AMORE PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO

Venerdì 16 settembre ore 18:00 presso il Circolo della Stampa – Corso V. Emanuele – Avellino, sarà presentato il libro del prof. Oscar Luca D’Amore “una parola a mia madre” edizioni il Papavero. L’autore, salernitano di nascita, è dottore in filosofia, vive e lavora in California (San Francisco Bay Area) dove insegna lingua e cultura italiana presso scuole, istituti e accademie. I suoi interessi di studio si muovono tra filosofia della mente, neuroscienze, scienze cognitive e glottodidattica. Per i suoi studi di filosofia della mente ha seguito i corsi di John Searle, John Campbell e altri presso la University of Berkeley. Si definisce un independent scholar, il modo ideale di intrecciare pensieri senza scadenze. Ha pubblicato poesia e articoli. Solitudo animi, Hystrio Editore, e al di qua del Pacifico,  Edizioni il Papavero. Oggi si ripresenta al pubblico con una parola a mia madre: Vorrei portarti in riva al mare, mamma,/mano nella mano/e vorrei Osca-Luca-Damore-150x150chiederti di parlarmi di me bambino…/ Vorrei che cominciassi dal grembo/che mi riportassi laddove l’attesa fa tremare / che tessessi di nuovo la trama di un’innocenza / tra un sorriso e un rossore / come di innamorati fanciulli che tardano ad abbracciarsi / nel timore che il cuore si sciupi. Al tavolo Gianni Colucci dell’Ordine dei giornalisti della Campania, la professoressa Roberta Gimigliano in veste di relatrice, l’editore Donatella De Bartolomeis e l’Autore.  Olimpia Pelosi, State University of New York at Albany, scrive: Piccola luce in un mare tenebrarum, maturata dalla radice profondissima del cuore come sfida all’arida regio dissimilitudinis del nostro mondo, la parola poetica di Oscar Luca D’Amore, “forte, intensa, essenziale, appena colorata”, sboccia, come tenero germoglio, sull’orlo dell’abisso e con la sua presenza ci induce a credere che esista ancora la speranza; e, che in ogni fine, possa albergare la fulgida certezza di un inizio.”

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