Home Economia & Lavoro Ultime notizie Pensioni 2016, prepensionamento a quota 97? Forse si.

    Ultime notizie Pensioni 2016, prepensionamento a quota 97? Forse si.

    Pensioni e ancora Pensioni, senza dubbio resta il tema più caldo degli ultimi mesi. Un tema caldissimo in realtà, le novità sulle pensioni in questo 2016 sono praticamente ovunque. In verità lo sono le chiacchiere, fino ad ora infatti siamo fermi al palo, solite noiose discussioni televisive ma di concreto, anche sbirciando la legge di stabilità 2016 non si trova nulla. A dire il vero qualcuno si starebbe realmente impegnando su questa delicatissima questione, sono ancora una volta la coppia Tito Boeri, presidente dell’Inps, più volte accusato di essere troppo “politichese” e l’esponente Pd Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro, appoggiato nelle sue proposte anche dagli esponenti delle maggiori sigle sindacali.
    Tito Boeri  intervenuto ai microfoni di Sky ha evidenziato ancora una volta come l’Italia dovrebbe assolutamente pensare ad una maniera efficace ed indolore per rendere l’uscita dal mondo del lavoro maggiormente flessibile, secondo il presidente dell’Inps, bisognerebbe rivalutare la legge Fornero e modificarla affinchè ci possano essere dei vantaggi sia per chi va in pensione sia per chi entra nel mondo del lavoro. Dello stesso pensiero ancora una volta l’esponente Pd Damiano, soprattutto per quanto riguarda la questione Pensione anticipata e dunque agevolare il prepensionamento.

    Ultime novità sulle Pensioni 2016: Damiano sulla quota 97.

    “Siamo contenti che il Presidente dell’Inps abbia confermato, ancora ieri, di condividere la proposta di flessibilita’ delle pensioni. Dovrebbe solo, per onesta’ intellettuale, ricordare che, prima della sua elaborazione, era gia’ stata depositata nella scorsa legislatura una proposta del Pd (primi firmatari Damiano, Baretta e Gnecchi) che e’ attualmente incardinata ed in discussione alla Commissione Lavoro della Camera (4 anni di anticipo, 35 di contributi e l’8% massimo di penalizzazione; 41 anni di contributi per i precoci)”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera. “La proposta elaborata alcuni mesi fa dall’Inps – spiega – non e’ nient’altro che la riproposizione dell’impianto di quella legge. Condividiamo quello che ha affermato Boeri: per i primi 4 anni (anticipo dagli attuali 66 anni e 7 mesi ai 62 anni e 7mesi) ci saranno i costi dovuti all’erogazione anticipata dell’assegno pensionistico, ma per i successivi 19 (dai 66 anni e 7 mesi fino all’aspettativa di vita media di 85 anni), ci saranno i risparmi dovuti al taglio permanente della pensione fino ad un massimo dell’8%”. “I nostri conti hanno infatti dimostrato da tempo che, in questo modo, il provvedimento e’ a costo zero. Ci aspettiamo quindi il sostegno dell’Inps in questa battaglia che puo’ favorire l’occupazione dei giovani e che sara’ la nostra priorita’ del 2016. Oltre all’unico dato fornito dal Presidente dell’Inps, nel corso di una audizione, sul costo del nostro disegno di legge, circa 8 miliardi (cifra per noi inattendibile), abbiamo chiesto al ministero del Lavoro di fornirci tabelle esaustive e dettagliate sulle coperture finanziarie e, come Commissione lavoro, siamo pronti a fornire tutte le spiegazioni necessarie sull’interpretazione da dare ad ogni singolo comma della nostra proposta di legge al fine di prevenire ad un calcolo dei costi attendibile e condiviso” conclude.(ANSA)

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    Ancora Damiano sulla questione Pensioni.

    L’argomento decisivo per sostenere l’introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale è molto semplice: non è possibile portare i lavoratori ad una età di pensione di 66 anni e 7 mesi a partire dal primo gennaio di quest’anno (69 anni e 10 mesi nel 2043 a causa del progressivo aumento della speranza di vita) e sostenere, contemporaneamente, che si vuole fare una politica per i giovani. Aziende popolate da anziani non solo saranno meno produttive, innovative e competitive, ma escluderanno i giovani e li faranno restare disoccupati. Non sempre obbedire al dogma della quadratura dei conti, come vorrebbero i burocrati liberisti dell’Europa, aiuta il Paese a crescere ed i giovani a costruirsi un futuro.

    PIÙ FLESSIBILITÀ NELLE PENSIONI
    =
    PIÙ LAVORO PER I GIOVANI

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