Home Attualità I cani sono empatici, lo dimostra uno studio scientifico

I cani sono empatici, lo dimostra uno studio scientifico

A tutti sarà capitato di avere un cane e di avere la sensazione che il nostro amico a quattro zampe percepisse le nostre emozioni, i nostri stati d’animo, ebbene non si tratta solo di una nostra sensazione, ma la conferma  che avvertano le nostre emozioni  che  pertanto siano “empatici” arriva da una ricerca scientifica condotta dagli etologi Elisabetta Palagi, Velia Nicotra e Giada Cordoni, un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa  e pubblicata sulla rivista della Royal Society britannica. Non solo gli esseri umani e le scimmie antropomorfe ma anche i cani sono empatici, sono caratterizzati da un vero e proprio contagio emotivo. Rispondono in maniera involontaria e automatica alla mimica facciale. Una delle ricercatrici, Elisabetta Palagi,  ha spiegato “La risposta involontaria del cane alla gestualità facciale e corporea di un proprio simile esiste ed è rapida quanto quella umana, ma non solo: le sessioni di gioco in cui la mimica facciale e corporea erano più frequenti erano anche quelle di maggior durata e se a giocare erano cani ‘amici’ la mimica facciale era ancora più marcata. La capacità di leggere attraverso il corpo e la ‘faccia’ le emozioni altrui e di rispondere in modo appropriato è alla base dell’evoluzione del comportamento pro-sociale e dell’altruismo, alla base cioè di quei comportamenti che vengono catalogati come empatici”. La ricerca è stata caratterizzata dall’osservazione e analisi comportamentale di varie razze di cani ,durante attività di gioco in un parco,  venivano filmati ed in totale sono stati fatti circa 49  video a cani domestici di razza e non, dai 3 ai 72 mesi di età, per un totale di 50 ore. Analizzando ogni singolo video, l’esperimento ha  dimostrato come ci sia una stretta correlazione tra la risposta involontaria del cane ai gesti dell’espressione facciale e del corpo di un proprio simile, risposta  che avviene istantaneamente  proprio come avviene tra gli esseri umani. Lo studio dimostra come ci possano essere somiglianze, anche da punto di vista emotivo, tra esseri umani e animali , pertanto l’esperimento potrebbe interessare presto anche altre tipologie di animali