Trump: “Gli Stati Uniti non resteranno a guardare di fronte alla barbarie”

Donald Trump, president and chief executive of Trump Organization Inc. and 2016 U.S. presidential candidate, speaks during a press conference at The Family Leadership Summit in Ames, Iowa, U.S., on Saturday, July 18, 2015. The sponsor, The FAMiLY LEADER, is a "pro-family, pro-marriage, pro-life organization which champions the principle that God is the ultimate leader of the family." Photographer: Daniel Acker/Bloomberg via Getty Images

Trump: “Gli Stati Uniti non resteranno a guardare di fronte alla barbarie”.  Nella breve dichiarazione  rilasciata dal presidente degli Stati Uniti, dopo l’attacco in Siria si nasconde un messaggio da monito per tutti.

«Dio benedica l’America e il mondo intero». Ha dichiarato Donald Trump al termine della breve dichiarazione in cui informa gli americani dell’attacco sferrato in Siria è insolita. E forse nasconde un avvertimento, questo sì, all’intero globo: gli Stati Uniti, di fronte alla barbarie e soprattutto di fronte alle minacce alla propria sicurezza nazionale, non resteranno più fermi a guardare. Perché l’era Obama è finita.

L’obiettivo colpito in Siria – dalle prime informazioni – è molto limitato. Ma quel che conta è far sapere al mondo che gli Usa sono pronti a intervenire militarmente con grande rapidità, e anche con brevissimo preavviso. Un metodo lontano anni luce – sottolinea il New York Times – dalla cautela usata da Obama prima di colpire qualunque tipo di bersaglio.

Il  presidente americano, Donald Trump dovrà fare i conti ora con le reazioni: da Mosca innanzitutto, ma anche da Pechino. E dovrà confrontarsi con in rischi elevatissimi di scatenare una guerra dalle conseguenze imprevedibili. Soprattutto se alla prova di forza di queste ore non seguirà un serio sforzo diplomatico per tentare di arrivare davvero ad una soluzione politica della crisi siriana, al Palazzo di vetro dell’Onu o altrove.