Cultura – Una scoperta quella, italiana: Ritrovati a Torino, da oltre un secolo in una teca del Museo Egizio di Torino i resti appartenenti a Nefertari, una delle regine più celebri dell’Antico Egitto. I resti mummificati di un paio di gambe frammentate, secondo un gruppo di ricercatori internazionali sarebbero proprio della moglie preferita del faraone Ramses II. La ricerca, condatta da Michael E. Habicht dell’Università di Zurigo, Raffaella Bianucci dell’Università degli Studi di Torino e altri ricercatori è stata pubblicato su Plos One. La Tomba di Nefrtari, situata nella Valle delle Regine fu saccheggiata in tempi antichi e poi portata alla luce nel 1904 dall’archeologo italiano Ernesto Schiaparelli, conteneva ancora diversi resti che furono inviati al Museo Egizio di Torino, tra cui parte del sarcofago, oggetti del corredo funerario, un paio di sandali, e parti di un paio di gambe mummificate. I ricercatori per capire se quelle gambe potevano effettivamente rappresentare tutto ciò che restava della leggendaria regina, sono riusciti ad accertarne l’identità solo recentemente, grazie a delle analisi chimiche, antropologiche, genetiche e la datazione al radiocarbonio, da cui risulta che i resti sono quelle di una donna adulta di circa 40 anni di età. Anche i materiali utilizzati per imbalsamare le gambe sono in linea con i metodi usati nella mummificazione del 13 secolo avanti Cristo. L’analisi del Dna non ha invece dato risultati soddisfacenti in quanto i resti risultano contaminati. Ma quello che avvalora la tesi che quelle gambe siano proprio di Nefertari sono gli oggetti del corredo funerario: i sandali che corrispondono alla lunghezza del suo piede e portano il suo nome inciso sopra, come diversi altri oggetti, e lo stile dei vari reperti, collegabile alla 19ma dinastia.