Stellantis, quarto produttore di auto con FCA protagonista

Stellantis, quarto produttore di auto con FCA protagonista

Il 26 gennaio  scorso è stato dato il via libera dagli azionisti, con i 99,1% dei voti, alla fusione dei gruppi FCA e PSA, che costituisce un vero e proprio colosso nel mondo dell’automotive. La fusione, che aveva avuto il placet anche dell’Unione Europea in ordine ad eventuali problemi di antitrust.

Stellantis comprenderà ben 14 marchi: a quelli di Fca (Fiat, Lancia, Maserati, Chysler, Alfa Romeo, Dodge, Jeep, ecc.) si aggiungeranno quelli del gruppo Psa (tra cui Citroen, Peugeot, Opel, Vauxall, Mopar). Il nuovo network avrà quindi quattro marchi più del gruppo Renault-Nissan-Mitshubishi, sei più di quello Volkswagen e addirittura 11 più del colosso Toyota che con sole tre Case (Toyota, Lexus, Daihatsu)

rappresenta il massimo produttore mondiale di automobili. L’eccesivo numero di marchi potrebbe suscitare qualche perplessità in ordine a dinamismo e sovraesposizione di Stellantis, ma la maggiore efficienza è valutata in un risparmio di 3,7 miliardi di risorse all’anno.

La fusione non nasce dall’esigenza di rilevare una società più debole (quindi non si tratta di un’opa), le due aziende godono di buona salute, ma con lo scopo di aumentare le potenzialità in vista di sfide di altissimo livello, come l’elettrico e la guida autonoma in un mercato che è divenuto planetario.

La sede legale di Stellantis sarà in Olanda (domicilio di Fca già da anni), il maggiore azionista sarà Exor (finanziaria della famiglia Agnelli) con il 14,4 %, seguita dalla famiglia Peugeot (7,2%), lo stato francese con il 6,2% ed i cinesi di Dongfeng con il 5,6%. Presidente sarà John Elkan, il suo vice Robert Peugeot, Carlos Tavares amministratore delegato. Quest’ultimo, talentuoso manager in forza PSA sta approntando un piano industriale comune che sarà reso pubblico in estate; intanto in Italia si sta lavorando a progetti del valore di cinque miliardi di investimenti.

Comunque la politica del nascente gruppo è quella delle sinergie: il 40% delle risorse sarà dedicato alla condivisione delle piattaforme e sistemi di propulsione, il 35% di risparmio sugli acquisti ed il 7% arriverà da minori costi sulle spese amministrative e generali.

Riguardo alla nascita del nuovo gruppo John Elkan ha dichiarato: ” Non è un caso che Stellantis nasca quando il mondo richiede un nuovo tipo di azienda automobilistica che si  faccia promotrice di soluzioni sostenibili, intelligenti e in grado di offrire libertà di movimento a tutti. Il nostro più grande vantaggio competitivo è rappresentato sin dal primo giorno dalla diversità geografica e culturale delle persone che lavorano in Stellantis.

Mentre l’a.d. Tavares sottolineava un altro aspetto: “Stellantis nasce dopo un anno dall’annuncio iniziale, in un’ epoca caratterizzata dagli sconvolgimenti causati dalla pandemia di Covid-19. L’avvenuta fusione conferma la determinazione che ha condotto a questo risultato e la visione di un gruppo di lavoro che punta all’eccellenza”.