Home Salute Sordociechi, fenomeno sottostimato,190mila in Italia: la metà non è autosufficiente

Sordociechi, fenomeno sottostimato,190mila in Italia: la metà non è autosufficiente

Oltre Un milione e settecentomila italiani hanno problemi alla vista o all’udito, sono invece quasi 190 mila i sordociechi, ovvero persone che presentano contemporaneamente entrambe le disabilità.Fenomeno decisamente sottovalutato nel bel paese. I dati sono stati snocciolati da uno studio congiunto dell’istat, e la lega del Filo D’Oro, importante onlus che si occupa proprio di queste due gravi disabilità e presentati alla camera dei deputati

Chiaramente le maggiori problematiche ricadono proprio sulla sordocecità, una condizione molto difficile da comprendere e da gestire, basti pensare come su una percentuale di 10 casi, sei volte i disabili sono costretti a casa, isolate, in un letto, insomma, totalmente incapaci ed impossibilitate a provvedere a se stesse, anche nelle più banali attività quotidiane. Ed è proprio su questo difficile tema che la ricerca ha una maggiore concentrazione.

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Molto spesso la condizione di sordocecità è legata ad altre problematiche, soprattutto motorie e mentali . La maggioranza dalla disiabilità sono donne (65%) e over 65 (88%).

“Rendere visibili gli invisibili” è lo scopo dello studio secondo Linda Laura Sabbadini, direttore generale del dipartimento statistiche sociali dell’Istat che aggiunge: “Conoscere è fondamentale per decidere. Spero questi dati possano servire per mettere a punto decisioni politiche adeguate”.

I dati sono stati completamente stravolti, si è passati da stime iniziali molto contenute, si ipotizzava da 3.000 a 11.000 sordociechi. I nuovi dati invece  sono decisamente preoccupanti “delineano i contorni di una vera e propria emergenza”, sottolinea Rossano Bartoli, segretario della Lega del filo d’oro, “bisogna urgentemente riconosce alla sordocecità come una disabilità specifica”. “Colmare la grande disomogeneità di assistenza territoriale in Italia è una priorità. La politica deve garantire a tutti l’esigibilità del diritto ad una buona assistenza, che è sinonimo di buona qualità di vita”, sottolinea Elena Carnevali (Pd), componente della Commissione Affari a sociali della Camera.