Sociale – Come ci si presenta agli altri? Cercare di comprendere e interpretare il comportamento altrui per regolare la nostra azione sociale. E noi come ci comportiamo durante la conoscenza degli altri?
E. Jones teorico sociale ha delineato diversi modelli e profili nel suo volume “Le strategie dell’auto-presentazione”.
Una persona esercita un potere sociale su di un’altra nella misura in cui può ricompensarla o punirla, ed è probabile che lo faccia quando compie delle azioni che sono gradite o non piacciano affatto.
Ciascuno di noi ha a disposizione qualche risorsa di potere, anche quando si mette a confronto con chi ne ha di più. Spesso operiamo in modo da attenuare la tendenza degli altri a controllare il nostro comportamento e ad aumentare la possibilità di esercitare un controllo su di loro.
La maggior parte di noi, tende a sottovalutare la misura in cui le nostre interazioni con gli altri sono governate dal bisogno di esercitare e mantenere il nostro potere sociale. Di fatti il nostro punto di vista tende a scegliere una particolare combinazione di parole finalizzata a proteggere o a incrementare il nostro potere sociale.
Queste caratteristiche strategiche del comportamento vanno a costituire l’agenda segreta dell’interazione sociale.
Le strategie:
La prima l’auto-presentazione strategica, per ingraziarsi gli altri per apparire piacevoli e attraenti. Una seconda strategia è l’intimidazione che consiste nel minacciare conseguenze negative a chi fa qualcosa che a noi non piace. Una terza strategia è l’auto – promozione, nel convincere un numero elevato di persone che si è dotati di competenze generali. Quarta, porsi come esempio influenzando gli altri con forza morale che ne deriva dall’abnegazione. Quinta è la supplica, quando non si riesce a mettere in atto nessuna delle strategie precedenti, e si hanno scarse risorse.Misura che funziona quando gli altri sono sensibili alle norme della responsabilità sociale. Chi supplica rinuncia alla gran parte di autostima.