Sinodo e nuove sfide per la famiglia moderna apertura o chiusura?

Udienza generale di Papa Francesco

Sinodo – In questi giorni si è riunito il collegio Collegio episcopale della Chiesa cattolica . Il primo fu istituito da Paolo VI nel 1965, Il documento con cui fu istituito il Sinodo è la lettera apostolica-Motu proprio Apostolica sollicitudo. È un’assemblea dei rappresentanti dell’episcopato cattolico che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale.

Quest’anno il Sinodo era sotto i riflettori dei media e dei cristiani,perché tra i temi caldi,vi era la discussione sui diritti dei gay e della comunione ai divorziati. Temi che una chiesa deve affrontare,in una società moderna in cui i matrimoni tradizionali sono sempre più frammentari e poco duratori. Nel documento finale del Sinodo dei vescovi 2014, la Relatio Synodi, che conclude l’assemblea sulle sfide della famiglia, i no più numerosi sono stati per l’ammissione dei divorziati risposati alla comunione e per il riconoscimento dei diritti dei gay. I “non placet” dei padri sinodali sui divorziati risposati sono stati 74 contro 104 “placet” sul primo paragrafo del documento e 64 contro 112 sul secondo punto dove viene concessa soltanto la “comunione spirituale”, ovvero viene confermata la prassi attuale. Una retromarcia impressionante quella sugli omosessuali rispetto al testo presentato in aula dal relatore generale, il cardinale Péter Erdö, approvata con 118 “placet” contro 62. Un dietrofront che si era già palesato con il primo dei due documenti finali del Sinodo. Nella “Relatio Synodi” sui divorziati risposati l’ accesso ai sacramenti – afferma ancora il testo – dovrebbe essere preceduto da un cammino penitenziale sotto la responsabilità del vescovo diocesano. “Va ancora approfondita la questione, tenendo ben presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti”.  Sui gay nel documento finale si legge che al Sinodo “ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: ‘Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia’. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”. E in un altro passaggio si afferma che “è del tutto inaccettabile che i pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.  Il Papa dichiara bisogna fuggire la “tentazione dell’irrigidimento ostile”,la Chiesa deve spalancare le porte ai bisognosi.