Home Salute Sindrome di Duncan, scoperto bersaglio molecolare per la cura

Sindrome di Duncan, scoperto bersaglio molecolare per la cura

Una nuova svolta nel campo della medicina. Grazie ad uno studio finanziato dalla Fondazione Telethon coordinato da Andrea Graziani, professore di biochimica all’Università Vita-Salute San Raffaele, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine,è stato scoperto come sarebbe possibile bloccare una rara malattia: la sindrome di Duncan . Questa malattia, che prende il nome della prima famiglia affetta, è di carattere genetico, caratterizzata da una mutazione recessiva del gene SH2D1A (SLAM-associated protein: SAP) sul cromosoma X, spesso è asintomatica e si manifesta solo quando i bambini affetti da questa mutazione genetica vengono a contatto col virus di Epstein-Barr (EBV). Grazie ad un lungo studio, i ricercatori hanno potuto individuare il bersaglio da colpire per bloccare la malattia, la molecola DGK. Sugli animali gli esiti sono stati positivi, inibendo la molecola GGK è stato possibile bloccare la sindrome Duncan.”Il nostro lavoro – afferma il dottor Graziani – fornisce per la prima volta la prova che questo enzima può diventare uno strumento terapeutico in grado di promuovere la morte e quindi l’eliminazione dell’eccesso di linfociti attivati che caratterizza la malattia. Obiettivo futuro sarà quello di sviluppare inibitori farmacologici di questo enzima per arrivare a una cura per la malattia”. I bambini con sindrome di Duncan entrando in contatto il virus Epstein-Barr, sviluppano una mononucleosi altamente infettiva e grave che determina una reazione immunitaria a discapito del fegato, milza, midollo osseo e cervello. Solo in alcuni casi rari, la mononucleosi può risultare mortale in altri può degenerare in tumori a discapito delle cellule linfatiche. Purtroppo circa il 70 per cento dei bambini affetti dalla sindrome di Duncan, se non vengono curati in maniera tempestiva, muoiono entro i 10 anni. Oggi l’unica speranza di guarigione sarebbe il trapianto di midollo, solo se non si è venuti a contatto con il virus Epstein-Barr. L’obiettivo ora è quello di elaborare un farmaco inibitore degli enzimi bersaglio per giungere alla definitiva cura della sindrome di Duncan.

LO STUDIO PUBBLICATO SU SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE – 13 GENNAIO 2016
Inhibition of diacylglycerol kinase a restores restimulation-induced cell death and reduces immunopathology in XLP-1 

Elisa Ruffo,1* Valeria Malacarne,1* Sasha E. Larsen,2* Rupali Das,3* Laura Patrussi,4 Christoph Wülfing,5 Christoph Biskup,6 Senta M. Kapnick,7 Katherine Verbist,8 Paige Tedrick,8 Pamela L. Schwartzberg,7 Cosima T. Baldari,4 Ignacio Rubio,9 Kim E. Nichols,8† Andrew L. Snow,2† Gianluca Baldanzi,1† Andrea Graziani1,10†‡

PUBBLICITÀ
  1. Department of Translational Medicine and Institute for Research and Cure of Autoimmune Diseases, University of Piemonte Orientale, 28100 Novara, Italy.
    2. Department of Pharmacology and Molecular Therapeutics, Uniformed Services University of the Health Sciences, Bethesda, MD20814,USA.
    3. Department of Physiology, Michigan State University, East Lansing, MI 48824, AQ2 USA.
    4. Department of Life Sciences, University of Siena, Siena, Italy.
    5. School of Cellular and MolecularMedicine, University of Bristol, Bristol, UK.
    6. Biomolecular Photonics Group, Jena University Hospital, D 07740 Jena, Germany.
    7. Genetic Disease Research Branch, National Human Genome Research Institute, National Institutes of Health, Bethesda, MD 20892, USA.
    8. Department of Oncology, St. Jude Children’s Research Hospital, Memphis, TN 38105, USA.
    9. Integrated Research and Treatment Center, Center for Sepsis Control and Care and Institute of Molecular Cell Biology, Center for Molecular Biomedicine, Jena University Hospital, Jena, Germany.
    10. School of Medicine, University Vita e Salute San Raffaele, Milan, Italy.

*These authors contributed equally to this work.
†These authors contributed equally to this work.
‡Corresponding author