Sidigas niente da fare. Milano superiore, Scandone sconfitta 60-83

Milano non fa sconti e rende amara la 600ima in serie A della Scandone vincendo una partita dominata ben oltre le aspettative. La differenza di tonnellaggio e profondità dei due roster, già palese sulla carta, si è manifestata in maniera evidente in campo dove la fisicità delle “Scarpette Rosse” ha reso la metà campo offensiva dei lupi piccola come un campo da minibasket. Green, come previsto, non è tra i primi 5 sostituito da Veikalas, mentre Repesa sceglie Cerella di fianco a CInciarini e Gentile con la chiara idea di sfiancare Blums ed evidenziare i problemi di playmaking dei lupi senza l’ex Gator. Sono proprio del lettone i primi punti della contesa, anche se è Cervi a dominare la scena con un primo quarto da 4 punti, 5 rimbalzi e 3 stoppate. La prima spallata l’EA7 la dá con la panchina: Lafayette spara 3 triple di fila ribaltando la partita e costringendo Sacripanti al primo time out. Il coach irpino mette dentro Acker, ma l’ex Limoges non ha lo stesso impatto delle prime due partite (e le palle perse continua ad essere un problema). Il 14-20 con cui l’Olimpia chiude i primi dieci minuti testimonia tutte le difficoltà dei lupi ma, soprattutto, mette in evidenza la lunghezza di Milano che ha più punti dalla panchina (12) che dal quintetto (8). Il secondo quarto non cambia l’inerzia: gli esterni di Sacripanti continuano a litigare con ferro e palla (35% dal campo e 7 perse all’intervallo),mentre Repesa pesca dalla panchina un Simon da 10 punti e 6 rimbalzi in 13 minuti che permette ai suoi di raggiungere il massimo vantaggio sul 19-33. Qui i lupi barcollano, Milano sbaglia un paio di volte il colpo da KO e permette ai biancoverdi di respirare con un quintetto da battaglia, senza mori, che accorcia sul 31-39 di metà gara: un vero e proprio affare per come si era messa. Ma la coperta di Avellino, comunque corta, senza Green diventa praticamente inutilizzabile. E quando, ad inizio ripresa, si accende Gentile con 10 punti (praticamente) in fila (e segnati in ogni modo), l’Olimpia vola al massimo vantaggio sul 42-57. Mancherebbero ancora 13 minuti alla fine, ma Avellino non riesce più a prendere inerzia, rimbalzando letteralmente sulla difesa di Repesa che continua con le sue rotazioni a cronometro in cui tutti danno qualcosa (alla fine saranno 48 i punti dalla panchina). Il 48-64 di fine terzo quarto fa da preludio ad un’ultima frazione buona solo per le statistiche individuali. Coach Sacripanti non cerca alibi al 60-83 finale, anche se fatica a nascondere l’amarezza per il pesante scarto: “Perdere di 20 in casa fa sempre male, anche se oggi Milano è stata perfetta. Ci hanno messo le mani addosso per 40 minuti e per noi é impossibile giocare a questo tasso fisico. Dobbiamo imparare da questa lezione e già contro Pistoia dovremmo invertire la tendenza, e il ritorno di Green ci aiuterà molto”.