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Sessualità, la differenza tra il fare l’amore e il sesso

Sessualità – Sesso o amore? Quando questo binomio diventa quasi contraddittorio. La sessualità è una componente che può organizzarsi nel modo più utile alla dimensione emozionale ed affettiva della coppia è l’insieme del gioco, della relazione, della comunicazione, dello scambio di piacere la conclusione di momento privilegiato dell’intimità.

La sessualità è espressione fondamentale dell’essere umano, è un fenomeno complesso che vede coinvolte influenze psicologiche, biologiche e culturali. 

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La sessualità assume un comportamento che ha una modulazione nell’arco di tutta la vita di un individuo. Ne qualifica l’intensità delle relazioni. Interferisce con il suo benessere o malessere psicologico, quando non direttamente con l’organizzazione di tratti o di strutture psicopatologiche.

L’attività sessuale, infatti, deve essere considerata come l’espressione finale di un meccanismo in cui sono coinvolti molti organi e apparati, date le complesse relazioni tra sistema nervoso centrale, sistema nervoso autonomo, sistema endocrino, sistema nervoso periferico e organi genitali.  Le ricerche sulla neurotrasmissione hanno dimostrato che i neurotrasmettitori maggiormente coinvolti nella sessualità sono la dopamina (con funzione stimolante) e la serotonina (con funzione inibente).  Le connessioni tra i neurotrasmettitori e gli ormoni, in particolare quelli ipofisari e ipotalamici, influenzano il comportamento sessuale grazie ai loro “releasing factors”.

Il “Fare sesso” è l’espressione che sancisce la separazione tra sessualità e affettività: certo, si può pensare che è meglio che niente, come diceva Woody Allen in L’amore e guerra: “Il sesso senza amore è ben povera cosa, ma in questi tempi di guerra…”  Con i nuovi social oggi sembra la cosa più facile. Esistono poi quelle che lo scrittore Monteiro chiamava poeticamente amicizie colorate, che è molto meglio di “trombamico”, e qui c’è comunque la base dell’amicizia, che è affettività grande.

Il “Fare l’amore” cos’è se non un alternarsi di momenti che vagano tra la serenità e l’incertezza? Seondo la teoria triangolare dell’amore, vede l’amore come il risultato di tre componenti: Intimità, Passione e Decisione/Impegno, collocabili metaforicamente ai vertici di un triangolo. L’amore starebbe quindi nella vaghezza ovvero: se ti allontani questi si avvicina mentre se ti avvicini questi tende ad allontanarsi, insomma, una vaghezza che ci vede su un crinale ove si rischia continuamente l’abisso. Quello di Nietzche, che avverte che guardandolo (l’abisso), si rischia che questi guarderà te e perdersi, è un rischio reale.