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Sciopero al Mise di Flumeri, Il 10 settembre si decide per il futuro dell’industria

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I cinquecento lavoratori dell’Industria Italiana Autobus di Flumeri e Bologna hanno manifestato a Roma per sollecitare garanzie riguardo al futuro produttivo della fabbrica di autobus. Permane la situazione di incertezza dopo l’intervento non sufficiente ne’ risolutivo di Del Rosso e la ventilata ed auspicata partecipazione di socio pubblico al 51% garantita da Invitalia. Nei mesi scorsi era stato avanzato l’ingresso in societa’ di Gruppioni e della Sire, gruppo dalle ingenti risorse, anche se in Irpinia il citato imprenditore non gode di molte simpatie per la vicenda ex Almec di Nusco e la mancata riassunzione di quaranta unita’ lavorative. Sarebbe un peccato lasciar fallire un’azienda aggiudicataria (con Del Rosso) di commesse per la realizzazione di 750 mezzi per trasporto persone. E bisogna scongiurare il pericolo che, per inadeguatezza della linea produttiva da ristrutturare con idonei investimenti, gli stessi ordinativi possano essere evasi in Turchia, come gia’ successo in altre occasioni. E’ necessario che il Governo assicuri allo stabilimento di Flumeri, che ha un valore di 13 milioni di euro, un piano di investimenti per l’adeguamanto del processo produttivo allo standard Industria 4.0 e possa consentire la realizzazione di autobus ecologici. Per i lavoratori siamo alla resa dei conti: in lotta da oltre un decennio per tutelare il posto di lavoro essi si sono visti decurtare lo stipendio del 30% negli ultimi mesi e l’autunno non si presenta roseo a causa della scadenza della Cassa Integrazione. Dopo l’incontro al Mise di fine luglio e la pausa di agosto e’ ora che il Governo si adoperi concretamente per lo sblocco di una situazione che riesca ad evitare il fallimento dell’azienda ed il recupero al lavoro delle maestranze bolognesi ed ufitane.