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Basket. Una Scandone concreta e solida passa a Sassari, 70-75

Una Scandone concreta e solida passa a Sassari 70-75 infliggendo alla Dinamo la prima sconfitta intera della stagione e, soprattutto, mandando un segnale chiaro al campionato dopo il brusco stop contro Reggio Emilia. Una vittoria che pesa forse più dei due punti della classifica, arrivata attraverso una difesa che tolto dalla partita tutte le bocche da fuoco di Sassari (Johnosn- Odom 9 punti con 1\6, Savonivci 6 con 2/6, Carter 4 con 0/4) e nonostante la bellezza di 12 tiri liberi sbagliati.

Sacripanti, per la prima volta, lancia Fesenko in quintetto insieme a Randolph. Avellino parte con il piede sull’acceleratore: subito 0-10 firmato Thomas, grande presenza a rimbalzo offensivo e difesa attenta ad approfittare dei tanti errori sardi. Lo stesso Thomas, però, si fa fischiare 2 falli in altrettanti secondi, mettendosi praticamente fuori partita e venendo sostituito da un ottimo Giovanni Severini. Il ragazzo di Macerata si fa trovare pronto, oltre che con la solita difesa, anche in attacco e a rimbalzo. Ci sono 5 punti suoi nel 16-24 biancoverde alla fine di un primo quarto in cui Sassari è tenuta in partita dai 9 liberi tirati (e segnati), nonostante le 5 palle perse e gli altrettanti rimbalzo offensivi concessi ai lupi. Sembra tutto troppo facile per Green e compagni e infatti Sassari cambia marcia nei secondi dieci minuti, aperti da 3 triple consecutive che segnano il primo vantaggio interno. Avellino cozza contro la zona biancoblu, segnando la miseria di 3 punti in 5 minuti, mentre Sassari continua a martellare dalla distanza (7 triple nel periodo) fino al massimo vantaggio del 35-28. Un paio di triple estemporanee di Randolph e Leunen tengono Avellino in partita a fine primo quarto (41-35) in cui Avellino segna 11 punti con un solo canestro da 2.

Sacripanti riparte con i primi cinque, tra i quali il migliore ad uscire dai blocchi è ancora Thomas. I problemi di falli di Leunen, “costringono” Sacripanti a proporre l’ex 76ers come numero 4 e la cosa funziona. Un 2+1 d Fesenko segna il 45-44, prima che un ingenuo tecnico fischiato a Ragland (e conseguente chiamata in panchina) faccia perdere inerzia ai lupi. La partita diventa nevrotica, con tanti errori da ambo le parti: Avellino continua a dominare a rimbalzo offensivo, senza convertire le seconde occasioni, mentre Sassari non trova più il canestro con facilità. La produzione di Randolph permette ai suoi di rimanere in scia a fine terzo quarto (55-53) e di pareggiare a quota 58 ad inizio quarto periodo. Avellino vince la sfida a rimbalzo 33-19 (con 16 offensivi), ha 4\14 ai liberi ma, soprattutto, difende in maniera impeccabile. Sacripanti allena un ultimo quarto come dovrebbe un vice allenatore di una nazionale maggiore e 6 in fila di Thomas portano Avellino sul +6 (65-71) con meno di 3 da giocare. E’ ancora lunga ma Cusin in difesa difende per 2 ed è lui stesso a sigillare la vittoria con il 2+1 del 70-73. Sassari non riesce più a segnare ed Avellino può festeggiare il ritorno alla vittoria.