Scandone buona la prima, ma che sofferenza

Prima vittoria sofferta per la Scandone che batte Torino 86-83 dopo 40 minuti pieni di cose buone e meno buone, come è giusto che sia in questo momento della stagione. Vitucci è venuto ad Avellino con la chiara intenzione di portare via i due punti, andando a pizzicare le debolezze dei lupi ed è andato ad una preghiera di Poeta dal supplementare. I primi 20 minuti si è vista la chiara differenza di valore e profondità tra le due squadre, mentre i secondi 20 sono stati un continuo arrancare per la Sidigas che si è trovata anche sotto nel punteggio con meno di 3 minuti da giocare. Partire con il piede buono era fondamentale per il morale e per il futuro, soprattutto in vista della prima, proibitiva trasferta di campionato a Milano.

C’è Obasohan in quintetto, con Randoplh dalla panchina, come già visto in Supercoppa. Torino parte semza timori reverenziali, attaccando il ferro da un lato e chiudendosi in area dall’altro scommettendo sulle percentuali irpine: la cosa funziona per 5 minuti quando l’1\6 irpino da oltre l’arco e alcune disattenzioni difensive permettono alla Fiat di salire 7-16 dopo 5 minuti. E’ dalla panchina che Sacripanti trova punti e linfa per girare la partita: l’ingresso di Green (6 punti e 6 assist in un tempo), Zerini (6 punti e 3 rimbalzi) e soprattutto Randolph (12 con 5/6 dal campo) rivoltano la partita come un calzino. Dopo gli iniziarli errori dall’arco la Scandone chiude il quarto con 4 triple di fila per il sorpasso, e solo 8 punti in fila di Poeta permettono a Vitucci di chiudere il primo quarto in scia sul 26-24. L’equilibrio dura fino al 13imo, poi la Scandone esonda: il tassametro dalla lunga distanza arriva a 10\11 (prima di chiudere il primo tempo con un ottimo 11\19), le seconde linee di Torino non trovano il canestro per 5 minuti e il 48-31 del17imo è una diretta conseguenza del dominio dei lupi che, però, si distraggono negli ultimi due minuti sbattendo contro una fastidiosa match up e chiudendo il primo tempo su un +10 (50-40) che va stretto a Sacripanti.

Sacripanti che esce dallo spogliatoio con un quintetto radicalmente cambiato: Green e Randolph affiacanno Ragland, mentre Fesenko sostituisce Cusin gravato di 3 falli. Il centro ucraino va subito in difficoltà contro White (migliore dei suoi con 19 e 12 alla fine) e Torino risale pian piano la china. In una serata con poco Ragland (16 punti ma con 4\12 e 4 perse), e con un tiro da fuori odivago (4/10 nel secondo tempo dopo il 11\19 del primo) solo Randolph continua ad essere produttivo, aiutato dalla super serata di Zerini (12 con 4\4 da 3 e 3 rimbalzi). La Fiat però si dimostra avanti, soprattutto nella gestione delle rotazioni e degli equilibri e in 15 minuti rosicchia tutto lo svantaggio, prima chiudendo il terzo quarto sul -4 (67-63) e poi sorpassando con White con 200 secondi da giocare. Nella gara di nervi alla fine la spunta Avellino, aiutata da uno stupido tecnico fischiato a Washingotn a 40 secondi dalla sirena e nonostante il solito Poeta (16).