Home Sociale Rinnovo Croas Campania, intervista ad Andrea Di Fiore lista CambiaMenti in Ordine

Rinnovo Croas Campania, intervista ad Andrea Di Fiore lista CambiaMenti in Ordine

Di Fiore : "La sfida,raggiungere il quorum, alla seconda tornata (dal 4 luglio al 12 luglio – dalle 10 alle 18).".

Servizio Sociale Campania. Si svolgeranno a partire dal 1 luglio  (in prima convocazione) nella sede di Via A. Vespucci numero 9, a Napoli, le elezioni per il rinnovo delle componenti del Consiglio Regionale dell’Ordine regionale degli assistenti sociali e del revisore unico.

Sul sito www.assistentisocialiodc.it si possono consultare tutte le date e gli orari in cui è possibile votare in tre diverse convocazioni che arrivano fino al luglio 24 luglio.

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Abbiamo intervistato uno dei candidati assistenti sociali della lista Cambia-Menti in Ordine il dottore Andrea Di Fiore.

D. Chi è il candidato Andrea Di Fiore, della lista Cambia-Menti in Ordine, ci racconti in breve la sua esperienza professionale?

“Sono Andrea, giovane assistente sociale 29enne, sono sposato da circa un anno con Marianna e vivo a Portici. Non appena laureato, ho iniziato subito ad operare nel terzo settore come operatore presso una Comunità Alloggio per ragazze adolescenti ed ancora in una Comunità Semi-residenziale che accoglieva in orario notturno donne senza fissa dimora per avviarle ad un progetto di re-inserimento sociale e lavorativo. Ho nel frattempo studiato counseling integrato e mediazione familiare, ed al termine di questi studi (fine 2014) ho avviato uno Studio privato di Servizio Sociale che ho chiuso dopo pochi mesi perché da Marzo 2015 lavoro presso il Comune di Gragnano dove lavoro a tempo pieno e indeterminato nel ruolo di Istruttore direttivo Assistente Sociale”.

D. Qual è il progetto della lista Cambia-Menti in Ordine?

R.  “Mi fa innanzitutto piacere definire “Cambia-Menti in Ordine” un vero e proprio gruppo. Non è precisamente una lista, dato che le candidature sono state presentate in maniera singola. Ma abbiamo condiviso un percorso che ci vede uniti nell’elaborazione di un programma capace di cogliere le istanze di una categoria professionale che, in Campania, subisce molteplici vessazioni e in diversi contesti. Per me è stato un grandissimo onore essere, così giovane, una parte attiva ed ascoltata di questo gruppo. Un gruppo che – unendo conoscenze ed esperienze a forze giovani – vuole innanzitutto restituire alla Comunità Regionale il suo Ordine; renderlo prossimo ai colleghi; un Ordine che non pretende la partecipazione, ma che la costruisce insieme agli iscritti. Iscritti che forse – come si può notare anche dal numero piuttosto esiguo di candidature – si sentono sempre meno rappresentati e percepiscono l’Ordine soltanto come l’esattore che si fa presente al momento del pagamento della quota.E non è così. Non può essere così. Il nuovo CROAS deve sentire come urgente l’esigenza di riavvicinarsi alla Comunità con tutti i mezzi disponibili”.


 D. Quali sono i punti del programma maggiormente vicini al suo contributo?

R. “Sicuramente, data anche la mia giovane età, uno dei punti che sento più prossimo alla mia sensibilità è quello di ridurre le distanze comunicative tra il Consiglio Regionale e gli assistenti sociali iscritti all’Ordine Campano. Un punto da realizzare mediante l’utilizzo degli ausili informatici e comunicativi contemporanei (sito più chiaro e trasparente, pagina facebook potenziata, momenti di partecipazione e proposte su forum). Inoltre sarà fondamentale promuovere azioni di dialogo con le Istituzioni e gli Enti per tutelare e valorizzare una professione che non viene messa nelle condizioni di operare al meglio delle sue potenzialità. Essendo stato precario, condivido le difficoltà dei miei colleghi coetanei che devono avere prospettive assunzionali in ASL e Enti Locali così come previsto dalle normative esistenti”.

 D. Si parla quotidianamente di crisi all’interno della comunità professionale, come pensate di poter intervenire su questo?

R. “Dobbiamo conquistarci ciò che è nostro di diritto e che pian piano sembra non più riconosciuto. Dobbiamo essere un consiglio in movimento, itinerante, che va a chiedere udienza presso le sedi ed i tavoli istituzionali regionali, provinciali e locali. Dobbiamo girare gli Uffici di Piano della Regione, visionare le criticità, parlare con i colleghi e incentivare azioni utili ai Coordinatori e agli Amministratori perché provvedano a tutela la professione di assistente sociale, sotto il profilo della sicurezza, degli strumenti e della dimenzione lavorativa. Il Servizio Sociale Professionale è un livello essenziale nella nostra Regione”.

D. Qual è la sua lettura su criticità e opportunità della professione di assistente sociale nel contesto campano?

R. “Dal mio punto di vista, le criticità sono molteplici. È difficile riuscire a lavorare da Assistente Sociale anche nel terzo settore. Le condizioni contrattuali del precariato e le possibilità esigue di poter partecipare a concorsi pubblici rendono la nostra una professione difficilmente ambita, se poi consideriamo anche che quando si lavora come a.s., non è assolutamente facile sia per una conoscenza sommaria del ruolo, sia per le crescenti difficoltà operative nelle pubblica amministrazione. Bisogna puntare sulle potenzialità di una professione di cui la società civile ha fortemente bisogno, in quanto professione dell’aiuto per eccellenza”.

 D. L’ordine Nazionale degli assistenti sociali sta portando avanti diversi tavoli di confronto sulle tematiche e vari bisogni attuali, si parla di soppressione del Tribunale per i Minorenni che ne pensa a riguardo?

R.  “Nel mio lavoro quotidiano al Comune, osservo che vi sono notevoli difficoltà operative sia con i Tribunali per i Minorenni e le Procure degli stessi, sia con i Tribunali Ordinari. Talvolta anche le separazioni dei coniugi con figli minori, necessiterebbero di professionisti di settore per le decisioni del caso. Se il TpM facesse spazio ad un Tribunale per la Famiglia che raccolga tutte le controversie legate alla sfera riguardante le famiglie, e che possa contare su personale qualificato delle scienze umane, non sarei scontento, ma ascolterei e vaglierei la proposta, senza presuporre l’ipotesi che il TpM funzioni così com’è”.

 D. Perché i colleghi dovrebbero scegliere la lista Cambia-Menti Ordine?

R.  “Perché rappresenta un ottimo mix tra colleghi giovani ed esperti, uniti dalla voglia di cambiamento concreto e da un percorso che è stato un cammino, dunque frutto di un lavoro di gruppo. È questa, di per sé, è già una garanzia”.

D. Quale messaggio vorrebbe lanciare ai colleghi di oggi e di domani?

R.Partecipiamo. Presenziamo. Proponiamo. Non bisogna arrendersi, e la mia esperienza professionale è testimone che con caparbietà e determinazione si possono raggiungere importanti traguardi”. 

D. In breve in quali giornate si andrà a votare? Da che ora e dove? Sono previsti seggi territoriali?  Quali sono le modalità di voto?

R. “Beh, intanto lancio a tutti i colleghi – anche ai candidati di altre liste – la sfida di votare raggiungendo il quorum, che nelle altre Regioni è stato raggiunto alla seconda tornata (dal 4 luglio al 12 luglio – dalle 10 alle 18).  Ciò è fondamentale perché conferisce una maggiore rappresentatività al Consiglio che sarà eletto.  Non è bello diventare consiglieri con una manciata di voti raccolti nell’ultima tornata quando la maggior parte dei colleghi, tra l’altro, vorrà godersi il meritato riposo estivo.

Quindi invito tutti a votare tra il 4 e il 12 luglio.

C’è purtroppo un’unica sede. Ed il tempo per i colleghi di richiedere il voto per posta è stato davvero breve. In altre Regioni i Croas uscenti hanno predisposto diverse sedi elettorali pari al numero di Province per facilitare la partecipazione. Speriamo che il prossimo Consiglio, chiunque sia eletto, provveda a colmare questo gap”.

D. Un ultimo invito per i colleghi che ancora non hanno scelto i propri candidati, perché sostenere la vostra lista.

R. “Proponiamo un cambiamento concreto. Una prossimità reale. Una presenza sui territori. Il nostro gruppo non vuole chiudersi nelle stanze di una sede poco accessibile. Ma essere al servizio della comunità professionale regionale”.

Ringraziamo per l’intervista il dottore Andrea Di Fiore assistente sociale