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Psoriasi, la malattia che discrimina, 8 malati su dieci esclusi per la pelle squamosa

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, non è contagiosa cosi come non provoca infezioni se si viene a contatto. Tuttavia da sempre esiste una sorta di pregiudizio contro le persone che presentano tale problema. Sei contagioso? Questa è la domanda più comune rivolta ad un malato di psoriasi. Ma l’aspetto peggiore è l’essere fissato dalle persone come fossero degli alieni. In costume al mare o in piscina essere affetto da psoriasi può diventare un dramma, non è difficile assistere a scene dove madri “eccessivamente premurose” allontanano i figli dall’acqua per paura di un eventuale contagio! L’80% degli affetti da psoriasi sono state più volte discriminate ed umiliate, non solo, al 16% sono stati vietati alcuni servizi comuni, parrucchiere, ingresso in sauna o piscine.

A rivelare tali disagi è stato un sondaggio condotto su scala globale da diversi istituti. Quanto può pesare nella vita quotidiana il disturbo cutaneo come la psoriasi? 8.300 persone sono state intervistate, 600 delle quali erano italiane, tutte affette da psoriasi più o meno grave. Le esperienze raccontate sono simili in 8 casi su 10: sono tutti discriminati, spesso pesantemente, il 40% si sente in imbarazzo,  una su tre si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle e quasi sei pazienti su dieci ne subiscono l’impatto sulla vita lavorativa.

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle che si presenta sotto forma di squame. Anche se il disturbo può comparire in qualsiasi zona del corpo, in genere si localizza in corrispondenza di gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e parte lombare della schiena, oltre che ai palmi delle mani, alle piante dei piedi ed in regione genitale. La psoriasi si manifesta nel 3% della popolazione mondiale non è contagiosa ne tantomeno infettiva. La psoriasi più comune è quella a placche si presenta a chiazze rosse in rilievo, ricoperte da uno strato di cellule cutanee morte. Non esiste ancora una cura risolutiva e spesso prima di trovare la giusta terapia ci vuole parecchio tempo. A un terzo degli interpellati sono serviti oltre cinque anni per individuare la cura in grado di dare loro una pelle libera (o in parte) da lesioni.

Disagi da Psoriasi

L’indagine statistica è stata condotta dal Clear about Psoriasis, svolta in 31 Paesi. I Dati emersi mostrano inoltre come il 43% degli intervistati sia convinto che i problemi cutanei abbiano influenzato in modo negativo i rapporti con il partner, alcuni addirittura evitano rapporti sessuali, altri non amano essere toccati. Per il 54% dei malati di psoriasi intervistati la malattia è stata sfavorevole anche nell’ambiente professionale e lavorativo, tanto che al 14% di loro sono state proposte delle mansioni che minimizzano l’interazione con gli altri. Il 38 per cento non si sente adatto e totalmente produttivo a causa del continuo prurito.

Le terapie esistono e sono anche molto efficaci, tuttavia per oltre il 55% dei malati intervistati le speranze di tornare ad avere una pelle liscia e priva di lesioni sono molto scarse:

«Nonostante i dati mostrati dal sondaggio parlano di un generale sconforto e scetticismo, secondo gli esperti è possibile fare di più. I malati non devono arrendersi e soprattutto nelle forme meno gravi con le giuste terapie è possibile tornare ad avere una buonissima pelle. In ogni caso la ricerca ha sviluppato dei trattamenti che permettono di curare la malattia in modo molto efficace, molto più di prima, fino a cancellarla completamente dalla pelle».

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