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Oltre la privacy, oltre la dignità. Diritti negati al tempo dei social network.

Diletta Leotta, online le foto del cellulare hackerato: "Sono amareggiata e indignata"

La privacy ai tempi del Social – La tecnologia nell’ultimo decennio ha fatto passi da gigante. Chi avrebbe mai immaginato, poco più di dieci anni fa, che avremmo fatto gran parte delle cose quotidiane su un dispositivo elettronico da portare in borsa o addirittura in tasca? Leggere giornali, fare operazioni bancarie, scrivere email, fare shopping, prenotare un volo o viaggio, acquistare il biglietto della metro o del treno e chi più ne ha più ne metta. Si sarebbe un elenco infinito da fare.

Con l’avvento dei Social network poi, abbiamo unito l’utile al dilettevole. Sempre dallo stesso dispositivo da portare in borsa o in tasca, abbiamo scoperto che oltre l’utilita’ dell’apparecchio tecnologico, avere un profilo Social ad esempio, può essere utile per comunicare o addirittura per lavorare. Possiamo altresi’ scegliere di condividere i nostri momenti con tutti gli altri iscritti. La condivisione e’ il superamento della sottile linea che divide sfera privata e sfera pubblica. Diamo in pasto all’intero globo informazioni, foto e video. Tutto questo con la consapevolezza che il famigerato diritto alla riservatezza delle nostre informazioni personali e della nostra vita privata sparisca con un solo click. Viene meno la facoltà di impedire che le nostre informazioni riguardanti la sfera personale siano divulgate a macchia d’olio. Viene meno per nostra stessa volontà: rinunciamo alla benedetta privacy essendone assolutamente consapevoli.

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Niente di strano , tutto nella norma nel nostro mondo ormai Social. Ma fermandoci a riflettere un attimo, pensiamo a cosa succederebbe se qualcuno decidesse di rendere pubbliche foto, video o informazioni strettamente personali? Sarà capitato a qualcuno di voi di fare il solito scherzetto all’amico/a di turno, pubblicando una sua foto poco gradita a quest’ultimo/a? Ovviamente niente di compromettente, sia chiaro. Una di quelle foto fatte a caso, mentre si mangia, si corre o si fanno strane smorfie facciali. Spesso ci si fa una risata, si clicca semplicemente su elimina e tutto torna come prima. Ma se qualcuno entrasse nel vostro archivio fotografico privato e andasse a frugare a fondo dove nessuno ha mai osato? E se addirittura qualcuno le pubblicasse su un Social network? E’ ora di togliere tutti i se ipotetici e badare alla realtà. Riflettete un attimo, fermatevi a pensare.

Potrebbe accadere ad ognuno di voi, di noi. Foto e video da condividere solo con se stessi, con il proprio partner o con qualche amico/a, salvate nell’archivio senza nemmeno un motivo ben preciso. Foto coperte sicuramente dall’alone della privacy a cui tutti hanno diritto. Bene, pensate che in un secondo tutte queste foto finiscano su un Social network, senza il vostro consenso. In questo preciso istante forse alcuni di voi interromperanno la lettura di questo pezzo per correre a cancellare qualche foto del vostro archivio iCloud o della vostra galleria fotografica. Altri, spinti da curiosità, continueranno a leggere. Sappiate che quello a cui ho appena accennato, sta succedendo sempre più frequentemente. Il caso odierno e’ quello della giornalista sportiva Diletta Leotta, le cui foto private, piuttosto spinte, sono state rese pubbliche probabilmente da un hacker o magari da un suo ex fidanzato. Proprio come successo alla showgirl argentina Belen Rodriguez. Un video di un suo momento intimo, dato in pasto alla rete. Un gesto meschino, vigliacco, che va a ledere la dignità di una qualsiasi donna. La dignità di donne che in alcuni casi non reggono la pressione mediatica che le si crea attorno. E non mi riferisco ovviamente solo a personaggi noti. Basti pensare alla ragazza napoletana, Tiziana Cantone, suicida proprio qualche giorno fa perché alcuni suoi video hot avevano fatto il giro del web. Si e’ parlato di trasgressione eccessiva. Potremmo parlare, eventualmente, di ingenuità. Meno morale e più realtà, e’ un consiglio per noi tutti. Adesso che questo pezzo e’ terminato, date un’occhiata al vostro telefono cellulare, mi raccomando.