Il Partito Democratico ha stabilito per il 20 Marzo del 2016 il giorno in cui celebrare le primarie per la scelta dei candidati Sindaci per le amministrative della prossima primavera, dove si voterà in comuni importanti come quelli di Milano, Napoli, Torino, e soprattutto Roma la capitale del nostro bel paese. Le prossime elezioni amministrative saranno un test di valenza nazionale, il cui esito avrà di sicuro riflesso sul Governo Nazionale. Matteo Renzi è consapevole del fatto, che il passaggio elettorale della prossima primavera verrà letto come un banco di prova rispetto alle politiche e riforme attuate dal suo Governo e dalla sua maggioranza. Ecco perché a via del Nazareno si sta pensando di introdurre modifiche allo statuto del Pd circa la regolamentazione dello svolgimento delle primarie. Infatti il Pd negli ultimi anni è stato vittima delle primarie soprattutto quelle di coalizione, primarie che in molti casi hanno visto sconfitto il candidato del Pd, ad esempio Francesco Boccia nella sfida con Nichy Vendola in Puglia, in altri casi hanno visto trionfare uomini del Pd lontani dal mondo Renziano, vedi Marino a Roma, e Vincenzo De Luca in Campania. Questo riesco il Premier non può piu’ correrlo. Ecco perché la proposta che sta prendendo corpo nelle ultime ore sarebbe quella di precludere la candidatura alle primarie a chi sia già stato Sindaco o amministratore in quella determinata città. Se verrebbe approvata questa modifica ad esempio non potrebbe piu’ candidarsi a Napoli l’ex governatore della Campania Antonio Bassolino, che pochi giorni fa ha annunciato su Twitter la sua discesa in campo. Anche se molti Renziani, e non solo Campani, ritengono che il ritorno al “Bassolinismo” sia di ostacolo al progetto di rinnovamento della classe dirigente nelle enti locali. Di sicuro su Napoli ci sarà un forte braccio di ferro, anche perché la componente Renziana almeno per ora non è stata in grado di avanzare nessun nome alternativo. Lo stesso problema vale per Roma, dove l’ex Sindaco Marino è fortemente intenzionato a partecipare alle primarie di coalizione, e se questo gli dovesse essere precluso, il chirurgo è pronto a scendere in campo con una sua lista civica a prescindere dalle primarie e dallo stesso Pd, togliendo consensi preziosi e decisiva alla compagine di centrosinistra . Insomma si annunciano mesi di scontro e di lacerazioni interne dentro il Partito Democratico.
A cura di Marco Grossi