Home Sociale Persuasione, come riconoscere un bravo manipolatore?

Persuasione, come riconoscere un bravo manipolatore?

Quando parliamo di Persuasione,  ci riferiamo al cambiamento di atteggiamento, credenza, comportamento dell’altro, mettendo lo stesso nella condizione di fare una scelta,  infatti  il messaggio persuasivo dà l’illusione di una scelta.

Persuadere: significa portare l’altro dalla propria parte senza che se ne accorga dando l’illusione di aver fatto una scelta libera, il concetto di persuasione esclude ogni forma di violenza. E’ l’atto del “convincere” e fare in modo che l’altro sia d’accordo con noi, il portare l’altro dalla propria parte, usando tecniche persuasive, in modo che ne sia cosciente e che si senta libero di farlo.

La manipolazione mentale è un modo aggressivo e spesso invasivo di usare gli strumenti della persuasione, implica l’uso di violenza sia psicologica che fisica. È un modo per far fare qualcosa a qualcuno, contro la sua volontà. La manipolazione mentale utilizza strumenti psicologici ma, soprattutto, fisici e chimici.

Il modello dell’elaborazione dell’informazione

Secondo Jerry Mc Guire (1968) l’impatto persuasivo di una comunicazione è il prodotto di successive fasi dell’elaborazione dell’informazione, il fallimento di una fase interrompe la sequenza.

1) presentazione (esposizione del messaggio

2) attenzione (assenza di distrazione)

3) comprensione ( linguaggio decodificabile)

4) cedimento (accordo)

5) ritenzione (memorizzazione)

6) azione (cambiamento conforme).

Teoria dell’inoculazione tecniche e metodi. Come riconoscerli

Secondo la Teoria dell’inoculazione: più le persone vengono impedite a spiegare e difendere le proprie idee, più saranno soggette ad attacchi persuasivi.

Soluzione: attacchi scarsamente manipolatori e dare la possibilità di elaborare argomentazioni a difesa delle proprie opinioni. Quantità di argomenti addotti, velocità dell’eloquio, ordine di presentazione (effetto primacy ed effetto recency), comunicazione non-verbale, attendibilità della fonte, aspetto fisico, somiglianza, comunicazioni scritte e audio-video, autostima, intelligenza, messaggi intimidatori (uso della paura), ripetizioni, stile potente (assertivo) – stile poco potente (linguaggio tecnico, uso del condizionale, incerto, educato, prudente), figure retoriche (domande, metafore, sarcasmo, iperboli, etc.).