Avellino – “ E’ fallita l’operazione canaglia, in questi mesi abbiamo assistito a dichiarazioni e comportamenti indecorosi di alcuni personaggi che non meritano di militare nel Partito Democratico, io sono stato eletto dagli iscritti e resto alla guida del partito”, e rimango aperto ad ogni tipo di confronto leale e schietto- è quanto dichiarato da Carmine De Blasio il giorno dopo alla mancata e fallita sfiducia avanzata nei suoi confronti da parte degli iscritti del partito vicini alle posizioni di Rosetta D’Amelio, Luigi Famiglietti, Francesco Todisco, Gianluca Festa, e Tony Ricciardi, i primi due possono considerarsi i veri sconfitti della serata. Ieri sera infatti in una concitata assemblea provinciale, il fronte anti segretario si è diviso al momento del voto. A fronte dei 54 voti favorevoli alla mozione di sfiducia, solo 50 hanno confermato l’esito della vigilia, ma 50 voti favorevoli non sono bastati a sfiduciare l’attuale segretario in carica. L’assemblea provinciale si è svolta in un clima di vera è propria resa dei conti, un clima tanto difficile che si è dovuto ricorrere alle forze dell’ordine per garantire il regolare svolgimento dell’assemblea. Nonostante il fallimento della mozione di sfiducia, il Partito Democratico Irpino resta profondamente diviso e lacerato al suo interno, e quindi il partito sembra comunque essere a rischio commissariamento, ecco perché non si escludono decisioni da parte di Napoli oppure delle stessa segreteria nazionale. Ricompattare il partito e ritrovare l’unità sembra ad oggi operazione complessa e difficile da realizzare in tempi brevi, ma occorre fare qualcosa in tale direzione visto che nella primavera prossima ci saranno diversi comuni al voto, e le elezioni amministrative saranno per il Pd un importantissimo banco di prova, non solo per De Blasio, ma per tutti i dirigenti e militanti. Ecco perché auspichiamo che si ritorni a parlare di politica, si ritorni a porre la passione e la capacità a fondamento e premessa del ragionamento politico. Occorrono idee e proposte serie per ridare sviluppo e dignità alla nostra terra. Quindi non si perda piu’ tempo dietro a beghe e risse per il potere, ma si incominci a progettare seriamente il futuro della nostra terra.
A cura di Marco Grossi