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PD Avellino, democrazia o demagogia

La scena dell’assemblea provinciale del PD, fa il giro della rete, lo scontro tra maggioranza e minoranza del PD, assume una tensione lontana dal rinnovamento renziano.
Le tensioni risalgono alla formulazione “proposta” delle candidature regionali, il listone di maggioranza proposto dal segretario Carmine De Blasio non è stato gradito. Una delle cause delle tensioni, è stato il numero legale dell’assemblea non costituito, in quanto, dopo l’abbandono delle minoranze, non solo non vedeva presenti i sessanta richiesti dallo statuto per lo specifico procedimento di formazione delle liste, ma era persino minore dei cinquanta più uno, presenza canonica per rendere valida qualsiasi adunanza. Un partito disgregato è dire poco,basta vedere le immagini in rete, il caso è passato ai vertici regionali. Una rivoluzione democratica che di rinnovamento ha ben poco,basti vedere i candidati proposti. Del resto giorni fa nel tour democratico, uno dei papabili candidati aveva dichiarato che gli iscritti e vertici del partito dovevano rispettare le decisioni di partito. Che dire, vera democrazia?Un partito chiuso al confronto verso la deriva. Alcune note di minoranza chiedono le dimissioni del segretario provinciale, quello che seguirà lo vedremo nei prossimi giorni.