Montoro – Grande successo per la presentazione del libro di Paolo Pagliuca “Paolo 1- Linfoma 0”, organizzata dal Coordinamento Montoro Biancoverde presso il Centro Sociale di Montoro. La serata è stata moderata da Alfredo Galdieri, che ha esordito affermando che “la tifoseria è anche una comunità che deve trasmettere i valori e la cultura del rispetto”. La serata è poi entrata nel vivo con la lettura di alcune righe del libro che sono state commentate insieme ai tifosi, ai rappresentanti delle Associazioni montoresi e agli Amministratori del Comune di Montoro. Presenti alla serata il Sindaco di Montoro Mario Bianchino, l’Assessore alla Cultura, allo Sport e al Tempo Libero Raffaele Guariniello, il capogruppo di Montoro Democratica Guglielmo Lepre, il consigliere Tina Cipoletta e il Consigliere di Minoranza Citro. Non potevano mancare gli amici di sempre, dal Mister Osvaldo Formica, allenatore dei giovanissimi dell’Avellino ad altri ex calciatori allenati da Mister Pagliuca nelle categorie dilettantistiche. Ad iniziare i commenti Ezio Taiani, il promotore principale dell’evento e tra i vertici del club Montoro Biancoverde: “Ho voluto fortemente questa iniziativa, perchè Paolo Pagliuca lo abbiamo conosciuto attraverso i tifosi, gli alunni, ma soprattutto per la sua umanità e sensibilità. Mi hanno colpito molte frasi del suo libro, una in particolare, quando scrive “io sono una voce in più, per chi ha perso la voglia di gridare e combattere”, mi sono immedesimato così tanto da giungere alla conclusione che la forza che deve animare tutte le persone è la famiglia e la solidarietà, specialmente quella vissuta con la tifoseria irpina.”
“Ci ha provato il bastardo, ma ogni Ora, mi sono rialzato.”
E’ con questa frase che Paolo Pagliuca inizia a raccontarsi: “Dopo la malattia è cambiata la visione della vita, oggi per me i rapporti interpersonali hanno grande importanza: durante il periodo buio ho avuto molte persone vicino, avrei voluto sentire di più qualche amico che durante la malattia si è allontanato ma lungo il percorso ne ho conosciute tante altre. In ospedale mi sono perso qualcosa della vita, oggi voglio viverla tutta. Cambiano le priorità? Le mie priorità sono la mia famiglia e i rapporti relazionali, aver potuto lottare avendo a fianco migliaia di persone mi ha dato una forza inestimabile. Svegliarsi la mattina e vedere un altro giorno è bellissimo.” Sui cicli difficili di terapie: “Vivere la radioterapia significa respirarla ogni momento”.
Interviene poi, Adelina Caliano, referente dell’ associazione Amdos dal 2005 a Montoro: “L’Associazione ha lo scopo di aiutare le persone durante il percorso della malattia partendo dalla prevenzione delle patologie oncologiche, crediamo molto nella visite preventive per abbattere le paura di una realtà che purtroppo spaventa.”
-“Sono un Lupo e come tale non abbandonerò le mie forze, per combattere il mostro che si è appropriato del mio corpo e non di me” –
Paolo, in merito alla prevenzione dichiara: “Si deve fare prevenzione, bisogna dare i segnali di speranze, il libro è un segnale di speranza, si può vincere quando alla base c’è la forza e la determinazione.“
A tal riguardo legge un email di una mamma di un sua alunna, a cui ha regalato il suo libro, e la legge: “Io sono una di quelle che alla parola prevenzione, sbianca, trema e ha paura, solo al pensiero, ma leggendo il libro ho capito, che lei è un guerriero, dopo aver letto questo manuale della speranza il “bastardo” non mi fa più paura”.
Il preparatore dell’Avellino Calcio lancia poi un messaggio chiaro, la cultura della donazione: L’irpinia è una terra meravigliosa, anche quando ero fuori, pensavo alla mia terra. Ho sempre dato priorità all’Avellino, ringrazio la società Us Avellino per l’opportunità che mi ha concesso.Tutta l’Irpinia mi è stata vicina, ho avuto anche io paura, quando ho chiesto aiuto, me n’è stato concesso tanto, ho tirato fuori tutta la mia forza per non deludere chi mi appoggiova. La cultura della donazione, può salvare chi dona e chi ne ha bisogno.“
Tocca poi al Sindaco di Montoro, Mario Bianchino: “Stimo l’amico Paolo Pagliuca, il legame territoriale tocca molto l’aspetto individuale della persona, la solidarietà va manifestata sempre. Dobbiamo vivere la comunità con sensibilità non solo quando si avverte un problema, perchè non immaginare che si possa aiutare il prossimo ogni giorno?”.
La parola passa poi all’Assessore allo Sport, Raffaele Guariniello: “Credo molto nei valori sportivi e associativi, riguardo alla territorialità Montoro è espressione di comunità, lo dimostrano le 131 associazioni censito. Riguardo al suo libro leggevo che il suo intervento è durato 11 ore circa, la sua lezione per me, è che lo sport deve servire a capire come superare gli ostacoli.”
Paolo Pagliuca –aggiunge- “Avere una cultura sportiva significa che dalle difficoltà bisogna ritrovare sempre l’occasione per ripartire, bisogna sempre pensare in positivo”.
Sui social: “Mi hanno aiutato perchè il telefono mi accompagnava durante la sofferenza, a me ha aiutato tanto, io ho chiesto aiuto, molto umilmente. L’idea del libro nasce grazie a Marco Grasso, io utilizzavo i social per comunicare e ritrovare la forza,e Grossilui ha voluto fare un libro. Si commuove pensando ai compagni di stanza che si erano lasciati andare alla malattia, quella è l’immagine per decidere di pubblicare la mia storia.
La presentazione si conclude con Paolo che specifica le tecniche di donazione del midollo: “Siamo predisposti alla donazione quando non ci siamo più, noi doniamo, cioè quando moriamo. Io ho avuto il trapianto con 9 sacche, la donazione di midollo osseo non è più traumatica come una volta, oggi grazie ad una sorta di trasfusione si iniettano delle cellule nell’organismo.
Per essere donatore bisogna essere in salute, si può donare presso i centri predisposti, uno di questi è a Pescara. Una mia amica di Pesaro, ha ricevuto il midollo dopo tre anni di sofferenza, dopo l’intervento è andata a salutare il donatore in Germania. Il midollo può essere donato due volte all’anno, ognuno di voi può salvare due vite.
Paolo chiude la serata con questa frase: “Le amicizie quelle vere, rimangono per sempre, io sono ancora qua.” E’ su questa frase si alza un caloroso applauso per UN VALOROSO GUERRIERO, UN LUPO VERO! Con sangue biancoverde nelle vene! La sua parte di ricavato del libro lo devolverà alla ricerca.