Home Sport Pantani,arriva l’archiviazione “Medicine letali, non è stato omicidio”

Pantani,arriva l’archiviazione “Medicine letali, non è stato omicidio”

L’inchiesta di Rimini verso la conclusione: “Medicine letali, non è stato omicidio”

Pantani, verso l’archiviazione, un’inchiesta  per omicidio aperta dopo l’esposto presentato dalla famiglia del Pirata e che  il procuratore Giovagnoli chiude sostenendo, senza mezzi termini, che nella denuncia non c’era uno straccio di indizio che andasse nella direzione di un delitto, ma solo illazioni prive di elementi concreti. Anzi, le ulteriori indagini e perizie hanno confermato che i poliziotti riminesi che lavorarono all’epoca hanno scoperto solo la verità. E, aggiunge, «tantomeno emergono elementi che facciano ipotizzare condotte dolose della polizia giudiziaria per alterare i risultati delle indagini». Un’accusa, questa, che non era mai stata fatta esplicitamente, ma che il procuratore ha, evidentemente, letto in quel modo. Giovagnoli suppone quindi che l’esposto fosse strumentale a riscrivere la ‘fine’ del grande campione. Non quella di un uomo piegato dal dolore che si era rifugiato nella droga e negli antidepressivi che alla fine l’hanno ucciso, ma di una possibile vittima di omicidio.  Nella richiesta di archiviazione, Giovagnoli cita il perito della procura, il professor Franco Tagliaro, che ha concluso che la morte di Pantani è stata causata più che dalla cocaina, presa comunque in grandi quantità,dall’ assunzione eccessiva di farmaci, soprattutto della trimipramina.«La morte – dice Tagliaro – sarebbe avvenuta anche in assenza di cocaina, questa però ha avuto un ruolo devastante nel manifestarsi e svilupparsi della sindrome depressiva che ha portato all’assunzione del farmaco». Il Pirata è morto di sua mano, e poco importa quanto fosse lucido quando ha ingoiato quei farmaci. Ma la famiglia Pantani,non ci stà chiederà al Gip di rigettare le conclusioni di Giovagnoli, ma soprattutto punterà a portare il fascicolo a Bologna, lontano da possibili cattivi pensieri.