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Osteoporosi: aumentano i malati uomini, 1 su 8 ne è colpito ma trascura la malattia

L’osteoporosi non è un fenomeno legato solo alle donne, anzi, negli ultimi anni è diventata una realtà importante anche per gli uomini che prendono la malattia alla leggera.

Colpisce circa 3.5 milioni di donne e oltre 1 milione di uomini, provocando circa 100.000 fratture di polso e 90.000 fratture di femore, di cui circa 20.000 nell’uomo. A differenza della donna nell’uomo l’osteoporosi inizia a presentare i primi sintomi in età più adulta, avanza silenziosa e spesso neppure se ne accorge il paziente. Difficile anche fare una diagnosi precoce. Nonostante tutto le cifre parlano chiaro: un uomo su otto soffrirà di frattura osteoporotica, il cui costo complessivo ammonta in Italia a 7 miliardi di euro l’anno.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, la Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) dedica un’attenzione di genere alla patologia: nonostante sia percepita come una malattia esclusivamente femminile, la mortalità e la morbilità dell’osteoporosi sono più elevate nel sesso maschile; inoltre, circa il 20% delle fratture di femore e il 50% delle fratture vertebrali nel nostro Paese avviene nell’uomo.

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Le differenze di genere confermano la necessità della prevenzione e dell’attenzione da parte di tutti: secondo gli ultimi dati, in 10 anni il numero assoluto di fratture di femore da osteoporosi in Italia è cresciuto rispettivamente del 27% e del 36% nel sesso femminile e in quello maschile. Se nella donna la causa principale dell’osteoporosi è legata al deficit estrogenico dopo la menopausa, nel maschio, nella maggior parte dei casi (circa 65-70%), è dovuta a cause secondarie quali ad esempio altre patologie che determinano una perdita di massa ossea, l’uso di farmaci come i corticosteroidi e quelli contro il carcinoma prostatico e, infine, l’abuso di alcol.

In Italia, circa un quarto della popolazione è over 65; nel 2050, la percentuale di anziani salirà a oltre il 35%. Oltre 5 milioni di persone sono affette da osteoporosi nella penisola e circa 2 milioni di anziani non sono autonomi perché affetti da disabilità, spesso provocata da fratture.

Gli ultimi dati nazionali parlano di oltre 90mila ultrasessantacinquenni ospedalizzati per frattura di femore nel nostro Paese, con un costo a carico del SSN di oltre 1,2miliardi. L’aumento atteso del numero di femori rotti nel mondo è drammatico: saranno 6,3 milioni nel 2050, con una spesa di gestione di circa 500 milioni di euro.

LA FRAGILITÀ OSSEA MASCHILE  

Gli uomini hanno una densità minerale ossea (bone mineral density – BMD) più elevata rispetto alle donne anche in virtù delle maggiori dimensioni delle ossa. Ma ciò non significa invulnerabilità. Infatti, la fragilità ossea, che nelle donne inizia bruscamente con la menopausa, appare negli uomini più tardivamente ed è meno frequente ma porta a danni maggiori, come ad esempio un rischio di decesso a un anno dalla frattura doppio rispetto alle donne.

«Questo dipende anche dalle condizioni di salute cardiovascolare e respiratoria dell’uomo, generalmente più compromesse. A causa di queste comorbidità, la fase perioperatoria e il decorso sono più a rischio negli uomini» ci ha spiegato Claudio Marcocci, Professore Ordinario di Endocrinologia, Direttore dell’Unità Operativa Endocrinologia 2, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e Presidente della Siommms.

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