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Obesità: troppi adulti obesi, il picco nel 2025: anche i bambini a rischio

Stime preoccupanti, ad oggi un adulto su otto è obeso, pari a quasi il doppio rispetto al 1975 ed entro il 2025 gli obesi potrebbero raggiungere uno ogni cinque abitanti del pianeta. E’ quanto si legge in una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica Lancet, in cui si precisa che dei circa cinque miliardi di adulti registrati nel 2014, 641 milioni sono obesi.Ma è allarme anche tra i più piccoli, le pessime abitudini e la cattiva alimentazione,accompagnata da tanta sedentarietà stanno creando un esercito di bimbi obesi. Il sorpasso per gli uomini è avvenuto nel 2011. L’obesità è una piaga sociale molto importante, anche se soprattutto in Italia viene sottovalutata, quando si tratta di eccessi di peso, si tende sempre a indicare gli altri, in modo particolare gli Stati Uniti, dove i livelli di obesità sono elevatissimi, tuttavia, si tende a dimenticare come in Italia, il 20% dei bambini ha problemi di peso. Chiaramente l’obesità è un problema che coinvolge ogni categoria di età, basti pensare come ad oggi un adulto su otto è obeso, più del a doppio rispetto al 1975, e secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet , entro il 2025 gli obesi potrebbero essere uno ogni cinque.Lo studio ha rilevato inoltre, come dei circa cinque miliardi di adulti registrati nel 2014, 641 milioni sono obesi. “Se l’aumento dell’obesità avverrà al ritmo registrato finora, nel 2025 circa un quinto degli uomini (18%) e delle donne (21%) saranno obesi nel mondo, e il 6% degli uomini e il 9% delle donne saranno affetti da grave obesità”, hanno denunciato i ricercatori dello studio

Obesità: perdere 5 per cento del peso garantisce miglioramenti alla salute

Dimagrire per certi versi è complicato, soprattutto se si è prossimi all’obesità, tuttavia il concetto fondamentale per affrontare una sana dieta è quello di porsi degli obbiettivi realistici da raggiungere lentamente. Non ha molto senso perdere 30 chili in 30 giorni, con il rischio di riprenderli, meglio che il corpo si riabitui lentamente al normopeso e metabolizzi la nuova natura passo dopo passo. In realtà basterebbe perdere il 5% dei chili in eccesso, per diminuire drasticamente i rischi cardiovascolari.

Secondo uno studio pubblicata su Cell Metabolism , ha dimostrato il netto miglioramento del metabolismo e soprattutto dei parametri cardiovascolari quando si dimagrisce con intelligenza, associando un adeguato allenamento, evitando dunque diete drastiche.

L’obesità infantile è oggi una delle grandi emergenze sanitarie dei paesi industrializzati e l’Italia, purtroppo, detiene il primato negativo europeo dei bambini e adolescenti con eccesso di peso. Secondo gli ultimi dati ufficiali, nel nostro paese i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e quelli obesi il 9,8%. Le regioni del Sud e del Centro battono tutti i record con il 37% di ragazzi di 8-9 anni in sovrappeso obesi. È vero che le ultime rilevazioni registrano una leggera diminuzione del fenomeno, ma purtroppo restiamo ai primi posti della classifica europea. L’eccesso di peso determina nel bambino e nell’adolescente una serie di gravi problemi di tipo medico, sia fisici sia psicologici, destinati ad accompagnarlo aggravandosi, anche nell’età adulta. Le possibilità di un recupero dall’obesità, infatti, sono molto basse: il 70-80% degli adolescenti obesi oggi sarà obeso anche in età adulta.

Buone abitudini

Il ruolo delle famiglie nell’educazione alimentare è fondamentale. È importante che i genitori diano il buon esempio, facciano attenzione a ciò che mangiano i figli e diano loro sane abitudini di vita. Invece, dalla nostra indagine, emerge che sono proprio i genitori a sottostimare il peso dei figli: solo il 17% li vede in sovrappeso e la stragrande maggioranza (98%) non considera l’allargarsi del girovita un problema medico. Purtroppo però, uno studio della City University of London, così come la nostra inchiesta, ha dimostrato che il peso dei figli è direttamente proporzionale a quello dei genitori: più grasso è il genitore e più lo sarà il figlio.

Il metabolismo migliora

Lo studio è stato eseguito dai ricercatori dell’Università di Washington, ha preso in esame 40 persone obese, divisi in 4 gruppi, i primi 10 volontari avrebbero dovuto mantenere il proprio pese, mentre gli altri 3 gruppi avrebbero dovuto perdere rispettivamente il 5, il 10 ed il 15 per cento attraverso una dieta ipocalorica.

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 «Ci sono stati molti studi che hanno valutato gli effetti del dimagrimento su parametri metabolici e cardiovascolari, ma finora non si sono mai distinte le conseguenze di una diminuzione di peso più o meno consistente – spiega Samuel Klein, coordinatore dell’indagine -. I nostri dati mostrano che già perdendo il 5 per cento del peso la funzionalità delle cellule pancreatiche che producono insulina migliora, così come la sensibilità all’ormone da parte dei tessuti. Tutti i volontari avevano già un’aumentata resistenza all’insulina, anticamera del diabete di tipo due: un esito come quello registrato perdendo relativamente pochi chili può già fare la differenza». Chi è riuscito a dimagrire di più ha avuto effetti ancora più evidenti su glicemia e sensibilità all’insulina ma, come sottolinea Klein, «anche un dimagrimento “contenuto” regala benefici per la salute, perciò speriamo che i nostri dati possano spronare chi deve perdere peso a iniziare puntando a obiettivi che siano realmente alla propria portata»