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“Montoro punta dritto al cuore”: il primo defibrillatore per la città lo donano i giovani

La storia di Erika, giovane donna e da poco mamma, vittima di un arresto cardiaco mentre era in vacanza all’isola d’Elba, apre il convegno dello scorso venerdì 2 settembre fortemente voluto dal Forum dei Giovani di Montoro insieme al comitato organizzatore del “V Palio Montoro”. Le parole si rincorrono pesanti come macigni, raccontano qualcosa di più di una semplice storia, sembrano toccare il profondo delle coscienze. Quelle parole sembrano arrivare al cuore di tutti. Sono parole di speranze, parole di vita. Erika è viva e sta bene. Erika potrà riabbracciare la sua famiglia e la sua bambina grazie ad uno strumento, il defibrillatore semiautomatico di cui il residence che la ospitava aveva pensato di dotarsi. Un defibrillatore identico a quello che il Forum dei Giovani di Montoro, aderendo alla campagna nazionale “Non mi gioco il cuore” ha acquistato e che in occasione del convegno ha deciso di donare all’intera cittadinanza, collocandolo presso la piazza centrale alla frazione Piano, dove ha sede il palazzo municipale.

I giovani di Montoro sembrano, cosi, tenere accesa la fiaccola della speranza, sembrano portare luce su un futuro di paure e di pericoli a volte sconosciuti. I giovani di Montoro hanno voluto dimostrare a tutti che si può cambiare strada, che è possibile ridisegnare questa società affinché essa possa presto riuscire a declinare la premura, l’attenzione, la solidarietà, la responsabilità sociale e la coesione vera. I giovani di Montoro hanno voluto rovesciare quello schema per cui di fronte ai problemi veri della vita ci si dispera senza provare neppure a cercare risposte, proponendo un modo diverso di pensare e di agire: la prevenzione. E così dicono con Einstein: gli intellettuali sono di certo i più capaci nel trovare soluzioni ai problemi ma i veri saggi sono coloro che riescono a prevenirli.
Così, la morte cardiaca improvvisa insieme alla gestione sul territorio delle urgenze cardiovascolari diventano un esempio, particolarmente calzante, per dimostrare quanto grande sia il potere della logica nuova della prevenzione, quanto forte sia una società che dispone di tutti gli strumenti per porre un freno ai problemi più seri e più veri, prima ancora che questi possano manifestarsi nella loro drammaticità.

Si legge entusiasmo e soddisfazione anche nelle parole del primo cittadino di Montoro, Mario Bianchino e dell’assessore Stefania Siano, entrambi convinti della significatività del gesto e che molto altro ancora si possa fare per guardare avanti promuovendo la salute, la sicurezza e la solidarietà.
Il convegno prosegue con due brevi relazioni del dottor Ferdinando Alfano, specialista in cardiologia ed esperto in aritmologia ed elettrofisiologia cardiaca e del dottor Antonio Vito Preite membro dell’Italian Resuscitation Council e formatore di BLSD. Entrambi esplicitano l’effettivo campo di utilizzo del defibrillatore semiautomatico che viene collocato in piazza a beneficio dell’intera cittadinanza. Gli arresti cardiaci sono trattabili in oltre l’80% dei casi, spiegano gli esperti, ma in Italia le percentuali di sopravvivenza continuano ad essere inferiori al 2-3% proprio perché mancano questi strumenti così sensibili e fondamentali per affrontare la serissima problematica della morte cardiaca improvvisa. Corrette manovre di rianimazione cardio-respiratoria e di defibrillazione possono, se effettuate entro 5 minuti, salvare la vita di persone che senza alcun preavviso vedono scomparire il loro ritmo vitale, il battito cardiaco normale. Per migliorare queste percentuali, oggi disastrose, è necessario dotare le città di defibrillatori accessibili in quei fondamentali 5 minuti a cui rimane aggrappata la vita di molte persone.

Il defibrillatore semiautomatico è uno strumento di semplice impiego e chiunque può utilizzarlo riuscendo a salvare vite umane, a patto che sia adeguatamente formato. E così, il convegno si chiude proprio con la consegna dei certificati di partecipazione al minicorso di BLSD tenutosi presso la sede del Forum dei Giovani a cui hanno partecipato diversi montoresi, a partire dalla polizia municipale e dai titolari degli esercizi commerciali adiacenti al luogo dove il defibrillatore è stato collocato. In ultimo una simulazione effettuata su manichino è servita a mostrare a tutti gli intervenuti la delicatezza ma anche la semplicità della manovra.

Il defibrillatore è stato, infine, collocato in una teca in piazza Michele Pironti. La commozione del presidente del Forum dei Giovani, Andrea Iannone, e di tutti i giovani presenti, rende testimonianza di quanto valga per il cuore di Montoro quell’energia pulita che si è sprigionata dagli animi di questi ragazzi che con piccoli ma significativi gesti stanno donando all’intera cittadinanza di Montoro non solo uno strumento concreto da utilizzare in caso di necessità ma una importantissima eredità morale da custodire nel profondo e su cui meditare. Giornate come queste ci permettono ancora di sognare, di pensare che non tutto è perduto. Venerdì sera i presenti alla cerimonia sono andati a letto più sereni, ne siamo certi, nel pensare che Montoro punta dritto al cuore, al cuore vero pulsante e inarrestabile di tutte le cose…

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