Home Territorio Montoro, Giannattasio: “Inquinamento, Sel, Referendum: vi spiego…”

Montoro, Giannattasio: “Inquinamento, Sel, Referendum: vi spiego…”

In una lunga intervista esclusiva, Oscar Giannattasio, Consigliere di maggioranza dell’Amministrazione Comunale della Città di Montoro e Presidente della Commissione Ambiente, si è espresso su diverse tematiche politiche e soprattutto sul problema ambientale che la Città dei due Principati vive.

Come ha vissuto le notizie delle ultime settimane riguardo l’inquinamento e gli scarichi abusivi nella Solofrana, dallo “scandalo” Vignola-De Luca alle ultime vicende dei controlli a tappeto?

“Con amarezza e speranza. Ancora oggi assistiamo alle scorribande di una accozzaglia di pseudo imprenditori che con azioni da guerriglia ambientale continuano imperterriti ad avvelenare le falde e la matrice suolo riaprendo ferite mai rimarginate nel corpo e nell’animo dei nostri concittadini. La speranza nasce da un work in progress fin qui proficuo, da impegni ben definiti, e dalla constatazione che nella gente è maturata una forte e appassionata coscienza civica che sarà da stimolo e da sprone per tutte le istituzioni coinvolte, nessuna esclusa, affinché compiano il loro dovere con lealtà, trasparenza, e fattiva collaborazione. Dal giorno del suo insediamento il Sindaco Bianchino ha posto la questione ambientale come emergenziale e prioritaria rispetto all’agenda amministrativa, arrivando ad interessare i livelli più alti della Protezione civile e del governo centrale, in più, vi sono decine di atti, delibere, e ordinanze, che avranno ricadute positive e risolutive per problematiche strettamente e sinergicamente connesse all’inquinamento ambientale della Solofrana come il Piano di caratterizzazione, (rinviato solo per la pregressa e pessima gestione dei Fondi comunitari 2007/2013 da parte della Giunta Caldoro che ha ritardato di due anni la rendicontazione a Bruxelles, il reperimento di finanziamenti per circa 5 milioni di euro per il completamento del sistema fognario nella zona nord di Montoro, mitigazione del rischio idrogeologico con opere di ingegneria naturalistica, una sostanziale modifica o la totale eliminazione delle vasche di laminazione, l’ormai concluso percorso di ammodernamento e potenziamento della rete idrica locale per far fronte alla crisi da tetracloroetilene, e far tacere in maniera definitiva il gracchiare di corvi e cornacchie che si auguravano una debacle dell’Amministrazione comunale. Ma tutto questo non basta!

Per noi la madre di tutte le battaglie è l’ammodernamento degli impianti di depurazione del Distretto industriale, con il censimento e la messa a sistema di tutti gli Opifici esistenti compresi quelli autorizzati dall’Ente Provincia a scaricare nel torrente. Perché non avremo adempiuto al nostro dovere istituzionale fin quando i montoresi e tutti coloro che visitano e amano i nostri meravigliosi borghi medioevali non torneranno a respirare l’aria salubre e pulita che inalavano i nostri nonni. A distanza di tempo lei mi chiede sulla vicenda delle intercettazioni che hanno riguardato il Sindaco di Solofra. E’ sempre difficile commentare questo tipo di casistica e le relative pubblicazioni giornalistiche perché si rischia di ledere la privacy delle persone e, qualora ve ne fosse bisogno, il diritto alla difesa anche da accuse abbastanza gravi. Posso solo rinnovare ed esternare al comandante Friscuolo i più sentiti e sinceri sentimenti di stima ed apprezzamento per il ruolo che svolge con elevata professionalità ed imparzialità, a presidio e tutela della salute umana e del nostro prezioso ecosistema”. 

– Sel va verso lo scioglimento per confluire probabilmente in Sinistra Italiana. Quale è il suo pensiero?

“Più che di pensiero parlerei di prassi politica. In questi giorni ho aderito al PD attraverso un percorso intimamente travagliato ma meditato e convinto. Con la fine dell’esperienza e della mission di Sinistra Ecologia e Libertà la strada intrapresa dalla Sinistra, cosiddetta radicale, è tortuosa e irta di ostacoli perché rischia di deformarla in  una appendice politica a dispetto di una tradizione gloriosa che ha le sue radici nel risorgimento e nella resistenza antifascista. O, peggio ancora, di diventare una riserva di caccia elettorale in favore del Movimento 5 Stelle un soggetto politico atipico che oscilla tra Scilla e Cariddi, tra innovazione e restaurazione, che confonde la mano destra con la sinistra. Prima del voto americano il comico genovese, Beppe Grillo, ha affermato che non avrebbe votato per nessuno dei due candidati avvantaggiando ancor più un Presidente come Donald Trump che vuole portare le lancette della storia indietro di 50 anni. Basti pensare che nel suo programma sull’ambiente è inserito il ritorno al petrolio ed alle miniere di carbone a scapito delle energie rinnovabili, mentre, vorrebbe sottrarsi all’accordo con la Cina firmato da Barack Obama sui cambiamenti climatici, e ratificato giorni fa nella conferenza Cop 22 di Marrakesch da 92 Paesi per un futuro sostenibile del pianeta. Trump e i suoi sprovveduti consiglieri negano di fatto, ma anche con dichiarazioni pubbliche, l’evidenza scientifica e, purtroppo incontrovertibile, che tutta l’Antartide si sta sciogliendo con effetti devastanti sull’ecosistema globale.

La sinistra quella vera, e Montoro ne conosce la storia, è lontana anni luce dal nichilismo, dai sentimenti e dalle esplosioni di odio e di rabbia, dalle pulsioni razziste, dei populisti di vecchia e nuova generazione, perché, in passato la loro mancanza di responsabilità e di rispetto delle istituzioni hanno gettato l’Italia e l’Europa nell’oscurantismo più buio e violento, altro che riforma elettorale e referendum costituzionale che virano in senso autoritario. La verità è che soffriamo una crisi di valori, come ci ricorda giorno dopo giorno un Papa rivoluzionario come Francesco, di leadership, di classi dirigenti, la mancanza di uomini e donne di buona volontà che si mettono al servizio del Bene comune per costruire un mondo migliore. Cosa sarebbe accaduto alla Grecia, agli anziani non assistiti ai bambini che vivono nelle periferie, se Alexis Tsipras avesse ascoltato le sirene stonate dell’ala più estrema del suo partito, di Syriza, uscendo dall’euro e rinnegando, allo stesso tempo, la antica vocazione ateniese di culla della democrazia e del mediterraneo, ispiratrice di quell’Europa ancora da edificare, del sogno di Altiero Spinelli, alla cui realizzazione tutti noi dovremmo contribuire e lavorare”.

– A questo punto è inevitabile un parere anche sul referendum del 4 dicembre: come giudica la riforma costituzionale?

“Di certo non è la migliore riforma possibile o la panacea di tutti i mali ma in Italia se mai si inizia un percorso le cose restano immutate nei secoli. E’ bene sottolineare che la parte prima della nostra Costituzione che riguarda i principi fondamentali, i Diritti e i Doveri del cittadino, non viene toccata. Si vuole solo snellire il rapporto tra le istituzioni dello Stato, come il Titolo V che coinvolge le Regioni, le Province, e i Comuni, ma soprattutto quel bicameralismo ormai imperfetto ed anacronistico dal quale nasce e prolifera un perenne rimpallo di leggi, decreti, e votazioni a colpi di fiducia che, questi si, rallentano i processi legislativi e di iniziativa popolare, che decidono sulla vita di milioni di italiani, basti pensare alla proposta di legge ferma in parlamento da due anni sulla legalizzazione delle droghe leggere divenuta ormai una esigenza di civiltà e di modernità che nella sostanza, così come accade in Olanda, impedirebbe a migliaia e migliaia di giovani, soprattutto minorenni, di rovinarsi la salute fisica e mentale, evitando una enormità di processi penali che alla fine hanno come unico risultato l’emarginazione sociale e l’ulteriore ingolfamento della giustizia. Già i Padri costituenti avevano immaginato che, nel medio o lungo termine, la nostra Carta venisse cambiata dimostrando alta competenza politica e lungimiranza, la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica furono introdotti per scongiurare altri autoritarismi e lugubri ricordi che avevano portato l’Italia al sovversivismo parlamentare e all’omicidio di Giacomo Matteotti.

Eventuali svolte autoritarie evocate in questi giorni da un Berlusconi in perenne conflitto di idee ed interessi personali e che nelle passate legislature ha governato avendo presso di sé quasi tutti i poteri consentiti dall’ordinamento repubblicano, stampa e televisioni comprese, grazie anche ad un certo signor D’Alema, senza che l’Italia si fosse trasformata in una monarchia o in una dittatura, sono assolutamente ridicole e prive di fondamento. E’ il rapporto tra classi dirigenti e cittadino che deve cambiare nella sua essenza avendo gli uni e gli altri le stesse responsabilità ed obiettivi questo lo vediamo anche a livello locale. Se si premia sempre il qualunquismo, il nichilismo, quelli che di fronte a cambiamenti biblici ed epocali pensano di risolverli alzando muri, creando altre forme di apartheid, innescando la miccia della violenza e del terrore etnico e sociale, poi non ci si può lamentare di risultati disastrosi, a volte, peggiori degli stessi problemi e degli stessi mali che si dice di voler risolvere. La Storia ci ha dimostrato contro ogni ragionevole dubbio che chi fonda il consenso personale ed elettorale sulle paure, anche se giustificate, sui bisogni primari della gente, promettendo soluzioni irrealizzabili prive di capacità e di analisi politica, di una visione all’altezza dei tempi che viviamo, allora, si rischia di innescare meccanismi perversi e pericolosi che possono minare alla radice la democrazia e la pacifica convivenza tra i Popoli. Tantomeno risolveremo o daremo sollievo a tragedie e questioni come l’immigrazione, la povertà, la distribuzione della ricchezza in maniera equa e solidale, la assenza di un futuro possibile per le giovani generazioni. I nostri genitori, i nostri nonni, hanno conosciuto l’avventura e l’umiliazione dell’abbandono della Patria, della migrazione, anche se col tempo e nella stragrande maggioranza delle persone hanno ricevuto benefici enormi per loro e le rispettive famiglie, basti pensare, ai tantissimi italo-americani che occupano posizioni di assoluta responsabilità e prestigio nelle istituzioni e nel management made in Usa. I tempi, la vita, il modo di essere, cambiano, il mondo è una enorme catena di eventi, di potenzialità positive, di relazioni umane, di trasformazioni. Tutto quello che prima era lontano anni luce ora è qui a portata di mano, l’innovazione e la ricerca stanno aprendo orizzonti prima inimmaginabili che vanno addirittura oltre i confini del nostro pianeta. Allo stesso tempo l’intera umanità è minacciata da pericoli reali come quello di una guerra globale a scacchiera, di cambiamenti climatici estremi, che in un futuro non tanto remoto possono interessare anche quanti pensano di essere al sicuro nel proprio Stato o nel proprio orticello, alzando i muri dell’incomprensione e dell’odio. E’ con la forza della solidarietà, della comprensione, dei valori comuni che si vincono le battaglie per quanto dure e difficili da affrontare, fin qui, l’individuo ha conquistato il dono della libertà e dell’emancipazione ora vi dobbiamo aggiungere quello di una Umanità più giusta e solidale che ama la pace e rinnega la violenza. Sembrerà strano ma questo passa anche attraverso un cambiamento paziente e riflessivo, fatto di piccoli passi, perché l’isolamento e la palude sono i nemici peggiori di ogni popolo”.   

 

 

 

 

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