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Milano, Sala: “Ingiusto apprendere dalla stampa di essere indagato”

03/08/2015 Milano, il leader del Partito Democratico USA e una delegazione del congresso Usa in visita al Padiglione Zero, nella foto Giuseppe Sala

MILANO – “Non è normale apprendere di essere indagato dalla stampa, soprattutto mentre stai facendo un lavoro di responsabilità in nome della collettività. So bene che non è la prima volta, ma non voglio arrendermi al fatto che diventi normale”.

Lo riferisce il sindaco di Milano Giuseppe Sala in un’intervista alla Repubblica. I quattro giorni di autosospensione, racconta, sono serviti a “comprendere l’iniziativa della Procura generale e verificare se ci sono altre questioni aperte oltre a quella per cui ho scoperto di essere indagato. I miei avvocati hanno fatto questa verifica, e non risulta altro”.

Sala riferisce di aver ricevuto una telefonata del premier italiano Gentiloni al quale ha chiesto di recarsi a Milano. «Sono preoccupato, molto – dice il sindaco – Più della politica mi preoccupa la burocrazia. Veniamo da mesi di vuoto pre-referendario, non vorrei si sprofondasse subito nel vuoto pre-elettorale».

Ministro del Mezzogiorno, si pensa troppo al Sud e poco al Nord

«Ci sono alcune cose che mi inquietano. Per esempio rivedo dopo anni un ministero per il Mezzogiorno. E il ministro in questione che dice: ‘Abbiamo 115 miliardi da investire per il Sud’». «Sono un teorico dell’annullamento delle due velocità. Ma per farlo non si blocca il vagone più veloce, sennò si finisce in stallo. Io non sono ostile al ministero per il Mezzogiorno, mi preoccupo che le attenzioni per il Sud non annullino quelle per il Nord»

Il patto per Milano

«Abbiamo firmato con Matteo Renzi un patto per Milano, nel quale sono scritti impegni precisi per l’allungamento delle metropolitane e per le nostre periferie. Il governo ci ha garantito fondi per finanziare questi interventi: vogliamo sapere presto quando questi fondi arriveranno».