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Maturità 2020, via le buste agli orali, di nuovo il tema di storia, Invalsi e alternanza scuola-lavoro obbligatori per l’ammissione all’esame

La vituperata prova nazionale diventa requisito obbligatorio per l’accesso agli esami di Stato

maturità 2016

Nuovo anno, nuove modalità per gli esami di maturità 2020. Ormai così si possono definire le continue modifiche periodiche, apportate ai cosiddetti esami di maturità, esplicitate dalla circolare del Miur diramata in questi giorni.

La prima novità per questo anno scolastico è che, finita la deroga valida lo scorso anno, lo svolgimento della prova Invalsi (ai fini della valutazione relativa ai livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese) – previsto per il mese di marzo per la maggioranza delle scuole – diventa il primo nuovo richiesto indispensabile per l’ammissione. A tale requisito, si aggiunge anche lo svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (l’alternanza scuola-lavoro), in base al monte ore previsto dall’indirizzo di studi.

Ad anno in corso, dunque, i maturandi si ritrovano costretti a conseguire due requisiti obbligatori, ai fini dell’accesso agli esami, che tali non erano fino allo scorso anno. A questi due richieste si aggiungono sia la frequenza per almeno il 75% delle ore di lezione previste così come la sufficienza in tutte le materie.

Arrivati alle prove canoniche, poi, gli studenti si ritroveranno davanti ulteriori modifiche sin dalla prima prova scritta, dove ritorna la traccia di storia. Tale traccia era stata eliminata la scorsa annata mentre ora viene ripristinata grazie agli strenui appelli dei maggiori intellettuali italiani, in modo da non sminuire l’importanza della storia durante il ciclo di studi.

Ulteriore cambiamento dello scorso anno, ora rimosso, è l’eliminazione delle famigerate buste in sede di prova orale, tra le quali doveva essere scelta una, che conteneva l’argomento di partenza per la discussione. Invece, neanche per quest’anno sarà consentito presentare la tesina, elaborato preparato dagli stessi studenti su un argomento largo che abbracciava diverse discipline.

Alla fine, come dichiarato il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti al sito Skuola.net, “[…] La commissione sottoporrà una poesia, un elaborato, una raffigurazione e gli studenti potranno iniziare la loro esposizione e fare i collegamenti tra le materie. La commissione preparerà il materiale e la allargherà davanti allo studente, senza sorprese”.
Tali modifiche quindi si aggiungono a quelle dello scorso anno che sono “sopravvissute”: ovvero la scomparsa della terza prova scritta; maggior numero di crediti scolastici conseguibili durante il triennio (l’attuale massimale era di 40 crediti, mentre il precedente era di 20 crediti); il punteggio massimo per ogni prova di esame è 20 punti (fino al 2017 il massimale era di 15 punti).

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