HomeEditorialeMaledetti anni 80: paghiamo oggi gli orrori politici di quegli anni!

Maledetti anni 80: paghiamo oggi gli orrori politici di quegli anni!

Editoriale – Negli anni ottanta si sono vissuti in Italia e nel mondo eventi di rilievo che hanno lasciato il segno ed hanno in qualche caso cambiato il corso della storia. In Europa protagonista la Russia che ha aperto il decennio con l’invasione in Afghanistan che provoco’ il boicottaggio americano e di altri 61 Paesi alle tristi Olimpiadi di Mosca del 1980; ed ha anche chiuso il decennio con lo sfaldamento del blocco sovietico a seguito della caduta del muro di Berlino. Episodio che ha significato l’indipendenza delle nazioni dell’est dalla Russia; seguira’ poi la riunificazione della Germania dell’est con quella dell’ovest favorita da un’autocritica storica dei tedeschi occidentali e da una dose massiccia di aiuti economici a favore dei tedeschi dell’est. In Polonia nel 1980 sorgeva Solidarnosc, sindacato fondato da Lech Walesa, elettricista di Danzica, che organizzo’ manifestazioni di protesta contro il regime di Jaruzelski. A favorire l’affermazione dell’ organismo sindacale fu anche l’influenza del papa polacco Woytila nominato nel 1978, il cui pontificato durera’ per ben 27 anni. Lech Walesa avra’ partita vinta, la sua Solidarnoschvincera’ anche se egli non potra’ neanche ritirare il Premio Nobel per la pace assegnatogli a Stoccolma nel 1983; ed essendo inviso al governo polacco vivra’ in semiclandestinita’ fino al 1989. Con il nuovo clima instauratosi a seguito della caduta del muro di Berlino sara’ eletto Presidente della Repubblica polacca e restera’ in carica dal 1990 al 1995.

Sul fronte politico italiano all’inizio degli anni ottanta imperavano Bettino Craxi eCiriaco De Mita. Il primo opero’ la trasformazione del Partito Socialista, esercito’ una personalizzazione della politica mediante rinnovamento ed ottimismo. Il leader irpino, definito una delle “menti eccelse della Magna Grecia”, ha rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio e della Democrazia Cristiana, gestendo un enorme potere, di cui tuttora ne esercita l’influenza. Sul fronte dell’ordine pubblicoandava scemando la paura ed il pericolo dovuto agli anni di piombo,provocati da un movimento di terroristi intellettuali(sorto alla fine degli ani settanta) mirante a  riformare il Paese che stava scivolando in rapporti di collusione tra mafia e politica e cadendo in un mare di ingiustizie sociali. In un clima di ritrovata serenita’, con l’economia italiana in crescendo grazie al successo travolgente delle piccole e medie industrie nelle aree piu’ avanzate del Paese, la Nazione si e’cullata sugli allori.

Qualche anno prima si era legiferato a favore delle baby pensioni e si continuava a prorogare per decenni la cassa integrazione di aziende decotte, nello stesso tempo nulla veniva fatto per contenere il debito pubblico e per rendere produttivo un apparato statale lento e farraginoso. Nello stesso periodo si e’ lasciato costruire dove non si doveva consentendo di erigere costruzioni in una sola notte, per poi condonare dopo qualche tempo le opere abusive. In tal modo si sono ridotti gli alvei dei fiumi, si addossavano le abitazioni residenziali le une alle altre in dispregio dei Piani Regolatori e di ogni forma di tutela ambientale.

anni ottanta

A distanza di trenta anni, le nazioni europee su menzionate (Germania, Polonia, ecc.)sono progredite ed hanno raggiunto uno standard di vita elevato sia come reddito che come welfare, mentre l’Italia e’ regredita in campo economico e sociale. Figuriamo tra le sette nazioni piu’ industrializzate ma come qualita’della vita siamo solo al 23simo.

A ben riflettere, le cause provengono proprio dagli anni ottanta: quegli sciagurati provvedimenti su accennati hanno svuotato la casse della Previdenza Sociale, con la conseguenza che vi e’stata l’elargizione di faraoniche pensioni, non solo ai politici ma a tutta una pletora di fortunati che hanno realizzato l’80% dell’ultimo stipendio (metodo retributivo). Per compensare le uscite, oggi, e ancor di piu’ negli anni a venire, le pensioni saranno sempre piu’ ridotte all’osso (non si raggiungono mediamente i mille euro mensili con 35 anni di lavoro (metodo contributivo).

La cassa integrazione elargita per troppi anni e i finanziamenti a pioggia non seguiti dai controlli di spesa, hanno aumentato a  dismisura un debito pubblico che, nonostante i recenti tentativi di spending review, non si riesce a limare e che l’Europa obbligherà a scontare per lunghi anni.

E non bastano l’entusiasmo e l’ottimismo di Renzi  a raddrizzare la baracca. Ci vorranno anni di sacrifici e di politica virtuosa, al contrario di quella di allora,  per tentare di riallinearsi agli standard delle migliori nazioni europee.

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