Home Primo Piano Lettera di una malata terminale: «Vuoi sposare mio marito?»

Lettera di una malata terminale: «Vuoi sposare mio marito?»

NEW YORK – L’amore per la vita e, soprattutto, per il marito, la tristezza per la vita che sta per andarsene. C’è tutto questo in una lettera, tenera, struggente e appassionata, che l’autrice per bambini americana Amy Krouse Rosenthal, malata terminale di cancro alle ovaia, scrive al New York Times. E sente il dovere di raccontare il suo amore per il marito Jason Rosenthal, avvocato di Chicago, col quale, racconta, ha convissuto 9.490 giorni, «un uomo di cui è facile innamorarsi»: «A me – racconta – è successo in un solo giorno».

Lo scopo della lettera, intitolata “Potresti voler sposare mio marito”, è di allestire per il suo amato Jason un profilo sui social perché possa presto trovare un’altra donna e magari risposarsi quando lei – che dice di sentire che è questione di poco tempo – non ci sarà più. «Si avvicina per me una scadenza, sempre più pressante. E devo dire tutto questo, e farlo finché ho la vostra attenzione e ho ancora delle pulsazioni», fra una morfina e l’altra. Quando il fine vita è vicina, sai chel’unica cosa che puoi augurare a chi vuoi bene e di renderlo felice. La vita che lentamente scompare  – «è strano come le parole ‘cancer’ (cancro) e ‘cancel’ (disdire) si somiglino», scrive, fra l’altro – passa a descrivere il marito: il bell’aspetto, i capelli brizzolati, le attenzioni nei suoi confronti la passione per la musica dal vivo e le piccole idiosincrasie. E così via.

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