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Legambiente flash mob a Milano contro le polveri sottili

Continuano le misure  blocco auto: a Milano e Roma per contrastare l’aumento delle polveri sottili.  Governatori e sindaci incontrano il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per concordare ulteriori misure antinquinamento efficcaci.  Legambiente organizza un flash mob davanti alla sede del dicastero. Per il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni servono misure strutturali per due miliardi. Le polveri sottili possono essere paragonate a un killer lento e silenzioso, sono così piccole da poter essere inalate e man mano si accumulano nel sistema respiratorio. Quando si parla di polveri sottili di solito si fa riferimento alle cosiddette PM 10 ma negli ultimi dieci anni gli scienziati hanno messo in evidenza un’altra forma di inquinamento legato alle polveri sottili da un diametro minore, le PM 2,5.

Quali sono i danni ambientali delle polveri sottili?
Tutti conoscono la nebbia ma sono in pochi a sapere che in molte città d’Italia, la causa principale della ridotta visibilità dettata dalla nebbia, è causata proprio dalle polveri sottili. Altri danni ambientali delle polveri sottili sono legati alla deturpazione dei monumenti, reperti e pietre: le polveri sottili sono dei coadiuvanti dell’azione delle piogge acide. I danni peggiori sono quelli che le polveri sottili causano alla salute umana e anche della fauna: le polveri sottili sono trasportate ovunque dal vento e si depositano nel suolo agricolo come sul manto stradale, il traffico automobilistico alza queste polveri e i passanti le inalano/respirano, danneggiandosi inconsapevolmente. Ancora, le polveri sottili possono accumularsi nei corsi d’acqua o nel suolo fino a raggiungere le falde acquifere rendendo i laghi e i torrenti acidi modificando così l’equilibrio dei nutrienti delle acqua e dei bacini fluviali.

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Le polvere sottili possono raggiungere il polmone profondo, passando anche nel circolo sanguigno, danneggiando non solo l’apparato respiratorio ma anche quello cardiovascolare. Il danno all’apparato respiratorio è soprattutto di tipo infiammatorio ed è evidente che sono danneggiati maggiormente i soggetti che già soffrono di asma, di bronchite e di enfisema nei quali inducono riacutizzazioni (con tosse, affanno ed altri sintomi) e cronicizzazioni.