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L’arte sublime dell’uomo, la musica

“Senza musica la vita sarebbe un errore” è una citazione del grande filosofo tedesco Nietzsche e basterebbe questa affermazione per giustificare l’enorme importanza che la musica ha rivestito per l’uomo fin dalla sua nascita.

La musica è la quint’essenza dell’uomo stesso. Senza scomodare le migliaia di parole spese per spiegarla, esaltarla, glorificarla, da parte delle menti più illustri di ogni epoca, si può a ben diritto definire il capolavoro della mente umana.

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La musica è presente nella nostra vita in ogni attimo, in ogni istante, fin da quando si viene alla luce. Attraverso di essa si rappresenta una gran parte del mistero dell’ animo umano: gioie, dolori, estasi, sentimenti profondi che vengono resi al meglio solo attraverso delle poche note che ad arte combinate partoriscono una quantità infinita di suoni e di emozioni.

La scienza afferma che la matematica e la musica siano gli unici linguaggi universali con cui si possa comunicare. La musica nell’animo di chi la produce e di chi la ascolta dona sensazioni che sono impossibili da spiegare, ma, soprattutto, sono soggettive per ognuno di noi: stati d’animo ed emozioni nessuna uguale all’altro.

La forza e il potere della musica travalicano i confini fisici e logici della menta umana. Si pensi alla capacità di farci rilassare nell’ascoltare un brano musicale, o una canzone. L’ispirazione che in alcuni casi solo la musica sa donare. Soprattutto ci regala il potere del ricordo, a volte anche perduto, di una sensazione, persino di un sapore e di un odore, di una persona, di un luogo.

La musica ci ricorda chi siamo nel nostro profondo. Quando vogliamo comunicare le nostre emozioni più forti è solo con la musica che questo avviene. La musica è il nostro io interiore che comunica col resto del mondo. Si può immaginare un mondo senza tante cose: la scrittura, le arti plastiche, ma non senza la musica. E come Euterpe, una delle muse dell’antica Grecia, quella legata alla musica, che danza e balla alla vita al suono del flauto, così anche noi, citando uno scrittore, (Fabrizio Caramagna), “abbiamo tutti nel petto un violino e abbiamo perduto l’archetto per suonarlo.

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Alcuni lo ritrovano nei libri, altri nell’incendio di un tramonto, altri negli occhi di una persona, ma ogni volta l’archetto cade dalle mani e si perde come un filo d’erba o un sogno. La vita è la ricerca infinita di questo archetto per non sentire il silenzio che ci circonda”.

A cura di Marco Vitale