Home Salute La solitudine, cause e difficoltà nelle relazioni. I bambini più a rischio

La solitudine, cause e difficoltà nelle relazioni. I bambini più a rischio

I problemi di solitudine cronica possono cominciare dall''infanzia

Psicologia – Quali sono le cause della solitudine? Perché si sceglie di ritirarsi in solitudine? La ricerca nelle scienze sociali sulle cause delle solitudine ha dato diverse categorizzazioni relativamente alle sue manifestazioni. Benché si tratti di un sentimento comune, le persone la vivono in molte condizioni differenti.

Jeffrey Young, psicologo della Columbia University, descrive tre tipi di solitudine: Momentanea, situazionale e cronica.

La solitudine Momentanea

La solitudine Momentanea, dura da qualche minuto a qualche ora, i sintomi non sono gravi e non le si dedica molta attenzione.

La solitudine Situazionale

La solitudine situazionale deriva da un avvenimento importante: un divorzio, un lutto in famiglia, un trasferimento. Gli effetti si possono avvertire sia nel fisico che nella psiche con cefalee, insonnia ansia e depressione e possono durare fino a un anno, se il problema è legato alla situazione cambiata. Per alcuni solitari, il problema di fondo non sono le circostanze temporanee. Queste persone hanno difficoltà a stabilire contatti sociali ed entrare in intimità con altri anche quando le condizioni sono favorevoli.

La solitudine Cronica

La solitudine Cronica, è quella che si prolunga per oltre due anni in un periodo in cui non è intervenuto nessun evento traumatico. Quando una persona rimane sola così a lungo, solitamente incolpa se stessa e la propria personalità piuttosto che le circostanze esterne.

Secondo Young: “Le persone cronicamente solitarie possono convincersi che non ci sia quasi nulla da fare per migliorare la loro situazione“.

I problemi di solitudine cronica possono cominciare dall”infanzia e protasi all’adolescenza ed oltre. Alcuni studi hanno dimostrato che, come prevedibile i figli di genitori freddi e distaccati tendono ad essere solitari. L’esperienza del rifiuto entra in gioco anche nel livello particolarmente alto di solitudine registrato nei figli divorziati. Quanto più piccoli sono i bambini al momento del divorzio tanto più spesso in seguito soffrono di solitudine. Fra i 3 -6 anni il bambino non è capace emotivamente e cognitiva mente capire perché i genitori si sono divisi e tende a incolpare se stesso per non essere riuscito a riunirlo.