Home Politica Italicum? Porcellum? Mattarellum? Il pasticcio delle leggi elettorali

Italicum? Porcellum? Mattarellum? Il pasticcio delle leggi elettorali

Attualmente le leggi per eleggere le Camere sono frutto di due sentenze della Corte costituzionale che hanno decapitato Italicum e Porcellum. Già questo è un assurdo giuridico, visto che le leggi dovrebbe scriverle in Parlamento. Ad ogni modo, i modelli sarebbero simili con differenze significative. La base è sempre proporzionale, ma alla Camera (con la recentissima sentenza le cui motivazioni ancora non sono disponibili) avremmo sbarramento al 3% e premio di maggioranza eventuale per il partito che supera il 40%. (e arriverebbe al 54%). Con preferenze limitate dai capilista bloccati e le quote rosa. Al Senato invece il modello è senza premio di maggioranza, con uno sbarramento dell’8% che scende al 3 per le liste in coalizione e senza premio di maggioranza. Il rischio è evidentemente quello di avere un Parlamento con maggioranze ancora fragili e governi deboli. Quando invece l’Italia ha così bisogno di Governi forti che portino avanti riforme serie e importanti. A 13 mesi dalla fine della legislatura restano quindi ancora tanti dubbi. Innanzitutto il Parlamento sarà capace di intervenire sulle leggi elettorali in maniera significativa? Ad oggi sembra difficile, con un sistema tripolare pieno di veti, il centro-destra in disgregazione e il PD con tante discussioni interne. E poi, quando si voterà? Tecnicamente le sentenze della Corte costituzionale danno modelli auto-applicativi, per quanto almeno qualche ritocco sarebbe necessario. Allora si può votare prima di febbraio 2018? Ad oggi sembra altrettanto difficile, considerando che dallo scioglimento anticipato delle Camere occorrono quasi tre mesi per votare. Per cui, il voto prima dell’estate è arduo e quello autunnale schiacciato dai tempi della legge di stabilità. Andremo alle urne allora a febbraio 2018 con i due modelli proporzionali frutto della Consulta?

Prof. Uni Roma 3 Alfonso Celotto