Italicum, Matteo Renzi: I voti ci saranno 

Non prenderemo provvedimenti su minoranza. Tornare al Senato elettivo? Per me si può fare. L’importante è che si abbandoni il bicameralismo perfettoAnche con il voto segreto “una parte di Forza Italia non si tirerà indietro”, afferma il premier. 

Cambiare la riforma costituzionale e tornare al Senato elettivo “per me si può fare”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in un colloquio con Repubblica. “L’importante è che si abbandoni il bicameralismo paritario”, ha aggiunto.

E sull’Italicum, afferma, “i voti ci saranno in ogni caso”, anche con il voto segreto: “una parte di Forza Italia non si tirerà indietro”. Sulla fiducia “questo è un tema che ci porremo a fine aprile”. “Non prenderemo provvedimenti. Non lo abbiamo mai fatto.

Nemmeno quando alcuni non hanno votato il Jobs act. Certo, se poi la legge non passa allora il discorso cambia. Eppure io non vedo rischi”, sottolinea Matteo Renzi. “Sono una quarantina quelli davvero pronti a fare le barricate. Ma la mia impressione – dice – è che i critici siano comunque divisi tra di loro. Ho visto almeno quattro anime diverse dentro la minoranza”.

Nel corso della sua visita in Usa,  Renzi ha parlato alla Georgetown University.

Oggi pomeriggio ho parlato agli studenti della Georgetown University. In una delle università americane più importanti ho voluto ribadire l’importanza della cultura come strumento per battere il terrorismo perché così si difendono la nostra identità e i nostri valori.

Con orgoglio ho detto alla platea che faccio un mestiere meraviglioso, guidare il governo di uno dei Paesi più belli del mondo, ma è anche un mestiere terribile perché in Italia il passato è talmente emozionante che a volte pronunciare la parola futuro è difficile, allo stesso tempo però è un mestiere divertente perché sono convinto che il futuro è più interessante del passato.

Per troppo tempo però il nostro Paese è stata la bella addormentata nel bosco, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata, noi siamo qui per dare un indirizzo al futuro.

Questo indirizzo è il lavoro straordinario, l’energia, l’impegno che abbiamo messo in questo primo anno nelle riforme: la legge elettorale, l’architettura istituzionale, la PA, il fisco, il jobs act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l’innovazione.

Per questo non è possibile tornare indietro sulle riforme, non possiamo permettercelo, sarebbe folle sciupare questa occasione. Per vent’anni abbiamo guardato alla globalizzazione impauriti invece di vedere le opportunità. Il mondo ha fame dell’Italia e chiede la nostra bellezza, noi possiamo essere il luogo del futuro che piace al mondo. Come diceva Bob Kennedy, il futuro non è un dono, ma una conquista. Noi siamo pronti.