Israele primo insediamento ebraico in Cisgiordania

WASHINGTON, DC - MARCH 02: In this handout provided by the Israeli Government Press Office (GPO) Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu speaks during the American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) 2015 Policy Conference, March 2, 2015 in Washington, DC. Tomorrow March 3rd Prime Minister Netanyahu is scheduled to address a joint session of the US Congress. (Photo by Amos Ben Gershom/GPO via Getty Images)

Primo insediamento ebraico in Cisgiordania, la decisione è stata presa per mantenere la promessa fatta dal premier Benyamin Netanyahu ai residenti di Amona al momento del loro sgombero forzato circa due mesi fa.

Con un voto unanime il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato in serata la costruzione di un nuovo insediamento ebraico in Cisgiordania, il primo da 20 anni a questa parte.

La decisione è stata presa per mantenere la promessa fatta dal premier Benyamin Netanyahu ai residenti di Amona al momento del loro sgombero forzato circa due mesi fa. L’avamposto illegale venne fatto demolire dalla Corte Suprema perché era stato edificato illegalmente su terra privata palestinese.

Secondo le agenzie locali, il nuovo insediamento sorgerà vicino a quello già esistente di Shiloh, sempre in Cisgiordania e sarà destinato a 2’000 persone. Nelle trattative in corso con l’amministrazione Usa sugli insediamenti in Cisgiordania, Netanyahu.

La politica degli insediamenti israeliani nei territori occupati ha visto l’approvazione alla costruzione di nuovi alloggi in colonie già esistenti, ma la decisione di oggi, che deve ora essere approvata dal governo nel suo insieme, rappresenta la prima autorizzazione al sorgere di una nuova colonia da 20 anni. Spesso in passato le Nazioni Unite, l’Ue ed il mondo arabo hanno criticato le mosse del governo israeliano affermando che nuove costruzioni ostacolano il processo verso la soluzione dei due Stati.

A febbraio l’inviato dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Nicolay Mladenov, aveva affermato che Israele aveva superato una “grossa linea rossa” verso “l’annessione dei Territori Occupati”, con l’approvazione di una legge per ‘regolarizzare’, anche retroattivamente, insediamenti e case costruite su terre private palestinesi. In quella occasione il Palazzo di Vetro aveva parlato di “violazione del diritto internazionale” che avrà “conseguenze legali di vasta portata per Israele”.