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Irpinia, la Storia negata.

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Il senso del titolo in un viaggio all’interno della porzione di Irpinia definita d’Oriente.

Un viaggio lungo i corsi d’acqua ricolmi in antichità di storia, di popolazioni che si affrontavano, si scontravano, convivevano. Oggi fiumi ricolmi di pericolose immissioni che ne hanno minato la vita e, attraverso la captazione da falde sotterranee, ridotto la portata.Un viaggio alla ricerca di segnali del percorso storico (con esso, economico, demografico, culturale..) di questa particolare terra.Particolare è la sua natura, la sua orografia; quasi una culla vitale in cui si è radicata la cultura del conservare il territorio pur utilizzandolo; rispettando animali selvatici e quelli allevati.Un viaggio effettuato da Federico Barbieri, Andrea Forgione e Angelo Oliveto per scoprire, nei luoghi indicati e non descritti nella storiografia ufficiale, cosa è rimasto dell’antico spirito. Per riscontrarne.Per ricercare, ‘’andando a vedere’’ e toccando con mano scavi archeologici lasciati all’incuria degli uomini e del tempo, nascosti da madre natura che meglio dell’uomo conserva.Per scoprire che non è stato concepito un museo intercomunale che offrisse, anche a fini turistici, motivo di attrazione. Se non si tiene conto del piccolo tentativo presente ad Ariano Irpino. Seguire il percorso che cinturoni del VI-IV sec. a.C. hanno compiuto per essere ammirati percorrendo centinaia di chilometri.Riscoprire eccellenze che vanno oltre i vini DOC e DOCG ora conosciuti dai più, verificare come questa terra e i suoi abitatori, al pari degli antenati, hanno reagito ai terremoti che l’hanno colpita.Un viaggio, il nostro, che consente di verificare la presenza nel tessuto sociale, affatto in conflitto, di migranti del post sisma. E i timori diffusi che altri giungeranno.Un racconto, in sintesi, che faccia riscoprire l’unicità di una popolazione, HIRPINI, da non mescolare superficialmente ai Sanniti, pur in presenza di affinità e similitudini.Che solleciti l’attenzione degli abitatori e degli abitanti a tutelare quotidianamente la vivibilità di questi spazi, evitando di considerarli discariche libere e diffuse.Un racconto che offra spunti di riflessione e indirizzi verso una delle possibili spinte allo sviluppo, frenando l’evidente depauperamento dei borghi. L’ Irpinia è bella, la porzione d’Oriente è la più bella, la più fiera e feroce e fragile. Va protetta, con qualunque mezzo, anche con scatti effettuati con un cellulare!

Federico Barbieri