Impianti di nebulizzazione per esterni: vantaggi e normative

Impianti di nebulizzazione per esterni: vantaggi e normative

Poter disporre in un locale pubblico di un impianto di nebulizzazione per esterni è davvero molto importante. Soprattutto nella stagione estiva si cercano le modalità da parte dei gestori dei locali pubblici per raffrescare al meglio gli spazi esterni deputati all’accoglienza dei clienti. Non sempre si riesce a trovare la soluzione ideale, anche perché da parte dei gestori c’è anche la necessità di risparmiare in termini di consumi. Allo stesso tempo è forte l’esigenza di poter offrire degli ambienti particolarmente adatti a far sentire i clienti a loro agio. E in questo senso l’acqua nebulizzata tramite appositi ugelli può essere la soluzione perfetta. Ma cerchiamo di capire più dettagliatamente l’importanza di questo metodo di raffrescamento, cercando di comprendere come funziona e quali siano i vantaggi che ne possono derivare.

Come funzionano i nebulizzatori per il raffrescamento

I prodotti che puoi trovare su questo sito sono appunto degli impianti di nebulizzazione per esterni. Quando si utilizza l’acqua nebulizzata, vengono disperse nell’ambiente piccolissime molecole di acqua.

L’acqua si trasforma in vapore acqueo e tende ad evaporare. Proprio in questo modo, il processo che avviene permette all’ambiente di ottenere una rapida perdita di temperatura. È il principio che è noto in gergo tecnico come raffrescamento evaporativo adiabatico.

Gli impianti di evaporazione sono composti mediante una speciale pompa di nebulizzazione, che riesce a fare in modo di portare a 75 bar la pressione dell’acqua. Quest’ultima, sospinta dagli ugelli nebulizzanti, si trasforma in una nebbia sottilissima che evapora istantaneamente.

A comporre l’impianto sono anche delle sottili tubazioni e ventilatori nebulizzatori, sui quali vengono installati gli ugelli.

Quindi, sfruttando il fenomeno dell’evaporazione dell’acqua, si può ottenere il massimo comfort in diversi spazi o superfici, come per esempio un gazebo o un chiosco bar. Le persone che sono sedute all’interno dello spazio non subiscono effetti negativi, perché il principio di raffrescamento evaporativo adiabatico non porta nemmeno umidità.

Contemporaneamente si ha la possibilità di abbassare le temperature elevate, beneficiando di un grande comfort.

Le normative da rispettare

Stiamo parlando chiaramente di un raffrescamento di tipo professionale, che, per essere attuato, comporta il rispetto di alcune regole fondamentali stabilite a livello normativo. Innanzitutto si tratta di norme che riguardano la conformazione degli ugelli.

Questi devono avere un foro piuttosto ridotto, una misura compresa tra 0,1 e 0,15 millimetri. Gli ugelli devono essere predisposti in modo tale da produrre vapore con molecole che corrispondono ad un’unità di misura compresa tra i 5 e i 15 microns. Inoltre è stabilito che devono operare ad una pressione che non sia inferiore a 70 atmosfere.

Molta importanza si dà anche ai materiali che vengono utilizzati per la realizzazione degli ugelli e che ne garantiscano la durata nel tempo e una resistenza all’usura. In genere gli ugelli nebulizzatori sono realizzati in plastica o in ottone e devono essere sottoposti a controlli molto precisi con una certa frequenza.

Molto rigorose sono le norme che riguardano anche la pulizia. Infatti per legge è importante prestare la massima attenzione alle incrostazioni a cui gli ugelli possono andare incontro, oltre che all’erosione da lavaggio e ai danni che possono subire a causa degli sbalzi termici.

Il punto più importante da controllare è quello della testata. Si tratta del dischetto in cui è presente il foro dal quale fuoriescono le molecole di acqua vaporizzata. La testata degli ugelli dovrebbe essere in materiali resistenti, come l’ottone, la ceramica o l’acciaio, in modo da assicurarne la resistenza nel tempo.

Fondamentale è poi controllare i fori, per vedere se ci sono residui di calcare o dei sedimenti che si possono accumulare. Gli ugelli devono essere puliti con sostanze non aggressive, in modo da evitare processi di corrosione. Ideali in questo senso possono essere l’aceto o gli anticalcare comuni.