Il sogno continua: Scandone in semifinale alle Final Eight

Il sogno continua. Avellino batte Reggio Emilia in maniera chiara e meritata e vola in semifinale (da imbattuta nel 2016) contro Trento, sconfitta meno di una settimana fa a domicilio, nell’ultima gara prima della pausa per queste Final Eight. Ci ha messo un quarto la Scandone per scrollarsi di dosso paura e ansia per l’esordio nella seconda competizione nazionale, ma nei restanti 3 quarti ha ritrovato il ritmo degli ultimi 2 mesi segnando la bellezza di 77 punti. Bravissimo Sacripanti a preparare questa gara (soprattutto sfruttando le debolezze fisiche di una Grissin Bon con tanti elementi fuori condizione), nonostante una partita “normale” di Nunnally (17 punti con soli 10 tiri e -4 di plus\minus) e una totalmente negativa di Acker (6 punti, 5 perse e, soprattutto, scelte incomprensibili e ingiustificabili per uno della sua esperienza), ma ha trovato un Veikalas clamoroso da 21 punti e 8/9 dal campo in 23 minuti e un Ragland che si è caricato sulle spalle i suoi nel momento decisivo (20 punti e 7 assist) che ha ben sostituito Green, non in perfette condizioni fisiche. Adesso c’è da ricaricare le batterie per giocare, di nuovo, tra meno di 24 ore in quella che si preannuncia un’altra battaglia, contro un’altra squadra dal dente avvelenato.

E’ proprio il play di Philadelphia, che questa coppa l’ha già alzata due volte, a sciogliere la tensione di una punendo la difesa che passa dietro sui pick and roll con 3 triple. I suoi canestri e la presenza di Cervi in difesa e a rimbalzo (4 nei primi 3 minuti) permettono alla Scandone di partire meglio, ma Reggio Emilia è squadra solida e, appena le percentuali biancoverdi da dietro l’arco scendono, Della Valle e De Niccolao portano la Grissin Bon sul 20-13, preludio al 22-17 di fine primo quarto. Avellino tira più da tre (9 volte) che da 2 (8) ma soprattutto smazza solo 1 assist per 6 perse, chiaro segnale di un attacco stranamente (almeno nell’ultimo mese) ingolfato, con un Nunnally senza canestri dal campo e un Acker inusitatamente falloso

Il secondo quarto si apre con il massimo vantaggio dei vicecampioni d’Italia, prima che le seconde linee biancoverdi ribaltino la gara. Il miglior Veikalas dell’anno (11 punti nella frazione), Buva (6) e Ragland (10), conducono un parziale di 8-23 che lancia i lupi sul 33-40. Un paio di ingenuità di Cervi e Buva fanno rientrare parzialmente la Grisson Bon sul 39-44 di fine primo tempo. Avellino ha il doppio delle palle perse dei reggiani (8 contro 4), ma ha anche il doppio dei rimbalzi (22 contro 11) e, soprattutto, una panchina da 29 punti su 44 che permette di poter aspettare i “soliti” protagonisti.

Protagonisti che rispondono presente, prima con l’unico momento positivo di Acker (2 canestri e una palla rubata) e poi con due triple di Acker. Non tantissimo, ma abbastanza per lanciare la Scandone sul 46-56, massimo vantaggio. La Grissin Bon inizia a dare i primi segni di cedimento: Kaukenas (chi se non lui) prova a far rientrare i suoi sul 53-56, ma l’ultimo strappo è ancora di Avellino che chiude saldamente al comando all’ultima pausa  sul 53-62. Che si dilata sul +12 con la tripla di un Leunen al solito presenza oscura e imprescindibile da 7 punti, 7 rimbalzi e 3 assist).  La Grissin Bon attacca all’arma bianca, ma Avellino non va mai in affanno  grazie ad un Ragland da 8 punti e 4 assist nel quarto, chiudendo sull’87-94, continuando il suo sogno.